Roma: invasione estiva di zecche e pulci
Un nuovo allarme si è insinuato nella Capitale: l’invasione e le conseguenti punture di pulci e zecche
di Giordana Fauci
Oltre a cinghiali, gabbiani, cormorani e topi, il caldo estivo, che caratterizza ogni estate la Capitale, ha fatto emergere un nuovo allarme: l’invasione di pulci e zecche, presenti nei parchi e addirittura ai bordi di marciapiedi e strade, a causa della sporcizia ma, invero, degli accumuli di immondizia presenti ovunque.
E se è vero che l’allarme pulci e zecche riguarda soprattutto gli amici a quattro zampe, è ancor più vero che detta invasione colpisce non poche persone: in primis bambini e anziani, senza distinzione di zone, soprattutto, nelle aree verdi del V, VI e VII Municipio di Roma e, più in particolare, a Centocelle e in Via Palmiro Togliatti.
Anche se non meno infestato è il Parco degli Acquedotti, da quando il laghetto si è prosciugato e i pesci in larga parte sono rimasti soffocati.
Oltremodo grave l’infestazione presente finanche nei pressi dell’Arco di Travertino e nelle aree verdi del quartiere Casilino; nonché nell’intera zona di Tor Bella Monaca, ove pulci e zecche la fanno da padrone addirittura sui marciapiedi.
…Una situazione davvero intollerabile e che non merita ulteriore indifferenza!
Per questo è opportuno tagliare al più presto l’erba troppo alta, oltre a mantenere pulite strade e ville, ove presenziano montagne di immondizia abbandonata selvaggiamente.
Perché da giorni si segnalano, soprattutto nell’area est di Roma, preoccupanti infestazioni di zecche, che possono provocare malattie molto serie come la rickettsia ma non solo.
…Fatti che, oltre ad essere opportunamente segnalati, meritano non solo riflessioni bensì azioni concrete. Tanto più in considerazione del fatto che l’allarme si estende alle persone e, in particolare, alle fasce più deboli.
Non a caso, la puntura di una zecca può causare addirittura la terribile malattia di Lyme, che genera gravissimi danni neurologici, quando non anche la morte.
Prioritaria, dunque, la bonifica delle aree interessate ma, invero, di ogni area della Capitale, anche al fine di prevenire ulteriori infestazioni.
Né è possibile dimenticare un evidente paradosso: l’erba, anziché essere “sfalciata” da strade e ville di Roma, non risulta esser stata rimossa neppure all’interno della pineta di Ostia, ove invece è/sarebbe ancor più opportuno provvedere a mantenerla, seppur curandola.
La denuncia è stata resa nota oramai diversi anni or sono dall’associazione ambientalista Doggy Dog OGV e riguarda proprio l’area di Acqua Rossa di Ostia, ove un’ampia porzione di pineta a ridosso del centro abitato ha, in passato, subito un vero e proprio scempio, più che un semplice “sfalciamento” d’erba, cagionato da diversi incendi, che, per fortuna, sono stati prontamente spenti dai Vigili del Fuoco e che, indubbiamente, hanno avuto origine dolosa.
…Incendi che non avrebbero non potuto comportare, oltre al conseguente e necessario “sfalciamento” della pineta, evidenti e gravissimi danni ambientali all’intero ecosistema del luogo, ove, da sempre, mancano controlli.
Del resto, gli stessi frequentatori sono concordi: in pineta vi è da sempre l’allarme rifiuti, perché al suo interno vi sono veri e propri cimiteri di pezzi di amianto rotti e interrati, oltre a calcinacci e rifiuti gettati alla rinfusa.
Da tempo, perciò, si richiedono telecamere e controlli adeguati ad opera della Polizia Locale, perché la pineta è un patrimonio di tutti e come tale va o – meglio, andrebbe – rispettata.
…Telecamere e controlli che, però, continuano ad essere assenti.
Così, assieme ai rottami e alla sporcizia, è stato inevitabile il sopraggiungere del nuovo allarme: l’insediamento di intere colonie di pulci e zecche, che non potranno non creare ulteriori ed ancor più gravi disagi e problematiche.
In effetti, proprio in questi giorni, sono aumentati i casi di persone che hanno subito punture di zecche.
…Persone che sono andate incontro a problemi di salute della massima gravità e finanche alla morte.
E ciò, ad onore del vero, si verifica ovunque, in ogni città e paese: da nord a sud, indifferentemente!
Evidente, quindi, che i casi di decessi, avvenuti proprio a seguito della contrazione del morso di zecche, non hanno insegnato alcunché.
Evidente altresì che, ora che le temperature sono così elevate e provocano il prolificare di questo tipo di insetti – invero presenti finanche in inverno, seppur in minor numero – è opportuno adottare opportuni interventi.
E se è vero che secondo l’Istituto Superiore di Sanità solamente il 5% dei casi colpiti da una zecca è a rischio, non si può dimenticare che le punture di questi insetti causano danni quotidiani agli amici a quattro zampe.
Graphic created by: Damiana Cicconetti







