Roma, il lago Ex Snia-Viscosa: un luogo poco noto ma meritevole di essere scoperto
Lago Ex Snia-Viscosa, meglio noto come Bullicante, o Lago Sandro Pertini: un Monumento Naturale che non merita di scomparire di nuovo
di Giordana Fauci
Pochi sono a conoscenza dell’esistenza di un lago prezioso, scoperto in modo casuale, a Roma: si tratta del Lago Ex Snia Viscosa, collocato tra il quartiere Pigneto, la Via Prenestina, la Via di Portonaccio e il quartiere di Casal Bertone.
Un lago emerso casualmente in un ex sito industriale: l’ex fabbrica CISA Viscosa, chiusa nel 1954.
Un monumento naturale che si trova all’interno di un territorio che, nel 1969, è stato integrato nel patrimonio della SNIA Viscosa, dopo l’assorbimento della CISA.
Un lago di cui si era, sino ad allora, ignorata l’esistenza e che è l’unico ad essere presente all’interno della Città Eterna.
Una location che, perciò, ha continuato ad essere sconosciuta finanche quando, nell’anno 1982, il terreno e le annesse strutture sono state vendute ad una società immobiliare che, nel 1990, le ha cedute ad un’altra, che, poco dopo, ha ottenuto l’autorizzazione di edificarvi un immobile ad uso produttivo.
Un lago, dunque, sconosciuto, perché rimasto coperto fino al 1992, quando il terreno su cui si trovava è stato acquistato da un’ulteriore società che, durante i lavori di costruzione di un ampio parcheggio, annesso ad un futuro grande centro commerciale, è ‘incappata’ in una zona acquifera situata a ben dieci metri di profondità, così provocando l’inondazione dell’area di costruzione, oltre che dei quartieri circostanti.
…Perché è accaduto che, proprio durante l’esecuzione di detti lavori, si è scoperto che, nella vicina zona dell’Acqua Bullicante, si nascondeva un canale, poi denominato “Canale della Marranella”.
Ma le scoperte non sono finite lì.
…Perché, a soli cinque metri dal livello del terreno, è emersa una seconda zona acquifera, invero di acqua minerale, originaria dei depositi vulcanici dei Colli Albani.
Ed è dall’incontro con quest’ultimo acquifero che gli scavi hanno provocato un’eruzione e il conseguente riempimento dell’area lavori con acqua: quella stessa acqua che ha permesso la nascita del Lago Ex Snia-Viscosa, anche detto Bullicante, ovvero Lago Sandro Pertini.
Né può essere dimenticato un fatto oltremodo grave: la ditta incaricata di effettuare i lavori di costruzione, al fine di evitare ritardi nella consegna, ha tentato di deviare l’acqua all’interno delle vicine fogne. E, ovviamente, questa improvvisata e discutibile soluzione non ha potuto non creare un sovraccarico del sistema fognario, oltre alla rottura delle stesse condotte, cagionando l’inondazione dell’intera Largo Preneste.
In tal modo l’acqua, invadendo l’area, ha impedito qualsiasi ulteriore sviluppo edile del territorio, perché da quel momento vi si è formato un vero e proprio lago, mantenuto in equilibrio idrico proprio dalla continua affluenza dell’acqua.
Da allora l’incidente ha sollevato non poche preoccupazioni tra i comitati cittadini: soprattutto in merito alla validità del progetto di costruzione che, invero, ha originato una denuncia presso la Procura della Repubblica di Roma, nella quale si è contestata l’illegalità della concessione edilizia e la manipolazione dei piani di costruzione, poi accertati durante il corso del processo penale.
Pertanto, nel 1993, con Ordinanza n.155 della VI Circoscrizione del Comune di Roma, si è ordinata la demolizione delle costruzioni.
…Un’Ordinanza a cui ha fatto appello il costruttore, a causa della mancata difesa da parte del Comune.
Ma, finalmente, il 30 giugno del 2020, tra tante e tali vicissitudini, il Presidente della Regione Lazio ha firmato il Decreto nº T00108, così istituendo il Monumento Naturale Lago Ex SNIA-Viscosa, seppur non rimuovendo i manufatti risalenti ai lavori anteriori agli anni ’90.
Dunque, oggi il Lago Ex Snia è divenuto un Monumento Naturale che, però, rischia di scomparire di nuovo.
…Perché il timore per l’integrità dell’ecosistema persiste ancor oggi, a causa di progetti di sviluppo intensivo proprio nelle vicinanze dello stesso lago.
Un Monumento Naturale, quindi, ancora a rischio e che, al contempo, non tutela la flora e la fauna oramai lì presente da anni: per la precisione, ben 71 specie tra cui il Martin Pescatore, libellule, lucciole, rettili, mammiferi e fagiani, a non volerne dimenticare altri ancora.
Così, da novembre del 2023, i comitati cittadini continuano ad adoperarsi per esortare l’amministrazione comunale a proteggere il sito, promuovendo la definitiva espropriazione dell’area di un lago sì scoperto per caso ma che è, senza dubbio, divenuto il più grande lago naturale presente all’interno di Roma, oltre che simbolo di resistenza verso le speculazioni edilizie.
Credit Photo by: Luigi Fauci







