Le “Galapagos del Mediterraneo” di Roma
Al largo di Ostia, nella Capitale, vi è un parco marino ricco di meraviglie: si tratta dell’ex Parco delle secche di Tor Paterno che ha da poco mutato nome in “Galapagos del Mediterraneo”, vista la presenza di barriera corallina e di colorate specie ittiche
di Giordana Fauci
Al largo di Ostia, a Roma, sorge l’ex Parco Marino delle secche di Tor Paterno che, di recente, ha mutato il nome in “Galapagos del Mediterraneo”, visto che si tratta di un luogo ricco di meraviglie, quali cavallucci marini in primis, senza dimenticare la sua straordinaria barriera corallina, da far invidia ai più noti reef.
Le “Galapagos del Mediterraneo“, gestite dall’Ente Regionale RomaNatura, insieme a diverse associazioni di Ostia – tra cui APS Sotto il Mare –, si trovano al largo di Capocotta, tra Ostia e Torvajanica.
…Un luogo naturale marino che si estende per oltre 1.400 ettari a livello dell’acqua, per una profondità massima di 75 metri.
I fondali di Tor Paterno sono una vera e propria meraviglia della biodiversità: il banco roccioso rappresenta una barriera corallina che forma un’isola a ben 18 metri sotto il livello del mare.
…Un’isola in cui crescono celenterati e coralli rari, quali Gorgonia Rossa, Falso Corallo nero, oltre a cavallucci marini, rane pescatrici, occhiate; mentre, in superficie nuotano tonni e delfini tursiope.
La sede del parco si trova a la “Casa del Mare“, presso il Borghetto dei Pescatori, lungo il canale di Ostia: una palazzina liberty abbandonata per moltissimo tempo e, poi, recuperata pochi anni fa.
…Un’oasi da cui oggi si parte per le escursioni al parco, in alto mare.
Una location in cui, già lo scorso anno, hanno avuto avvio i progetti di RomaNatura sulle “Galapagos del Mediterraneo”: laboratori e corsi di biologia marina avviati con gli studenti delle scuole medie di Ostia, per analizzare i fondali delle secche, gli acquari didattici, oltre ai cavallucci ed alle stelle marine, a serio rischio di estinzione.
Senza dimenticare i progetti di ricerca sui delfini tursiopi, la specie più amica dell’uomo.
Così, lo scorso anno i ricercatori hanno realizzato più di cento “uscite” in mare, con oltre quattrocento ore di monitoraggio sulla vita e le abitudini dei soli delfini tursiopi, costretti a fare i conti con inquinamento marino ed altre minacce, quali la pesca.
Per questo motivo, grazie ad un accordo coi pescatori di Ostia, le specie marine non destinate alla vendita, vengono recuperate ed ospitate alla “Casa del mare” per essere, poi, reintrodotte nel loro habitat naturale.
Ed è evidente che tutto ciò non possa non richiamare turismo ecosostenibile.
Non a caso, le escursioni in barca e le immersioni anche per quest’anno hanno registrato il tutto esaurito già in occasione del solo ponte del 2 giugno.
…Perché immergersi in un’oasi sottomarina è un’esperienza oltremodo straordinaria: nuotare in un mondo magico, ovattato, come in una bolla di colori ed emozioni, tra delfini, tartarughe ed aquile di mare, parenti stretti di squali e razze marine rappresenta, in effetti, un’esperienza memorabile.
Senza dimenticare l’occasione unica di poter nuotare al filo di una barriera rocciosa, nata a 18 metri sotto il livello del mare, ove le colonie di corallo nero – soprannominato falso, perché, pur essendo raro, non possiede alcun valore commerciale – crescono sulle gorgonie e su altri coralli, raggiungendo finanche i due metri di altezza.
Ma v’è dell’altro ancora: all’entrata di ogni anfratto, è possibile ammirare le margherite di mare e le colorate spugne, fluttuanti al ritmo delle correnti marine, mentre accompagnano splendidi banchi di pesci, oltre ad aragoste, murene e polpi.
Marco Visconti, Presidente di RomaNatura non ha potuto fare a meno di evidenziare che “L’interesse turistico per le secche di Tor Paterno è sempre più crescente e, già ora, in apertura di stagione, si sta registrando un incremento fortissimo sia per i balneari che per i diving. Si tratta, dunque, di una grande opportunità di valorizzazione e salvaguardia del patrimonio naturale di un territorio che sta assumendo progressiva consapevolezza delle sue potenzialità straordinarie e che vale la pena conoscere…”.
Credit Photo by: Nadia Di Mario







