Caravaggio a Roma: una mostra-evento con ben 24 capolavori inediti
Palazzo Barberini ospita fino al 6 luglio una mostra dedicata a Caravaggio: un’occasione unica per ammirare 24 opere autografe dell’artista, unite in un evento di portata eccezionale organizzato in occasione del Giubileo
di Damiana Cicconetti
Fino al 6 luglio, Palazzo Barberini, a Roma, ospita una straordinaria mostra dedicata ad uno dei più grandi artisti italiani di tutti i tempi: Michelangelo Merisi, meglio conosciuto come Caravaggio.
L’esposizione, intitolata “Caravaggio 2025“, rappresenta un’occasione unica per ammirare 24 opere autografe dell’artista, raccolte in un evento di portata eccezionale organizzato, non a caso, in occasione del Giubileo.
Un percorso espositivo che si distingue per la sua originalità e vastità, offrendo al pubblico un’immersione totale nell’universo rivoluzionario di Caravaggio.
La mostra, curata da Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi e Thomas Clement Salomon, si articola attraverso quattro sezioni che guidano i visitatori alla scoperta dell’intera parabola artistica di Merisi, coprendo circa quindici anni di attività a Roma: dall’arrivo nel 1595 fino alla sua tragica morte, avvenuta nell’anno 1610 a Porto Ercole.
Tra i punti di forza dell’esposizione vi sono capolavori recentemente riscoperti e, invero, mai esposti prima d’ora in Italia, quali “Il Ritratto di Maffeo Barberini”, recentemente svelato al pubblico e proveniente da una collezione privata, nonché l’“Ecce Homo”, riscoperto a Madrid nel 2021 e che rientra in Italia dopo ben quattro secoli di assenza.
La presenza di opere di cotanta importanza, provenienti da prestigiosi musei nazionali ed internazionali, rende la mostra uno dei progetti espositivi più ambiziosi e significativi dedicati a Caravaggio.
Uno degli aspetti più affascinanti è la possibilità di confrontare opere provenienti da diversi periodi e luoghi, contribuendo a sciogliere alcuni dibattiti critici ancora aperti, come quello sulla cronologia di alcuni suoi dipinti.
Maria Cristina Terzaghi ha sottolineato come l’esposizione offre “un’occasione decisiva per approfondire tanti e tali aspetti, grazie alla disposizione delle opere, accanto alle testimonianze napoletane e romane…”.
Tra gli altri capolavori che “tornano a casa” finanche i celebri Bari, I Musici e La Santa Caterina d’Alessandria.
Ma la mostra non si limita ad una semplice raccolta di dipinti bensì rileva non poche novità, perché alcune opere, come il Martirio di Sant’Orsola, proveniente dalla collezione Intesa Sanpaolo – normalmente esposta a Napoli – hanno subito importanti restauri, così rivelando dettagli fino ad oggi nascosti e, ora, fortunatamente riemersi, proprio grazie agli ultimi lavori di pulitura.
In particolare, proprio nel Martirio di Sant’Orsola sono state scoperte tre figure scomparse nel tempo: un soldato a destra di Attila; un pellegrino ed un armigero con elmo.
…Elementi che arricchiscono ed approfondiscono la comprensione dell’ultimo dipinto di Caravaggio, realizzato nel 1610, poco prima della sua morte.

Non a caso, il direttore delle Gallerie Barberini Corsini, Thomas Clement Salomon, ha definito l’esposizione “un evento epocale, per la sua rarità e per la qualità delle opere esposte…”, sottolineando come “ci vorranno decenni prima di poter vedere una raccolta così completa e rappresentativa di Caravaggio…”.
Così, la presenza di dipinti provenienti da collezioni storiche – alcuni, ad onore del vero, mai mostrati in Italia da secoli – rende l’esposizione un’occasione irripetibile per artisti, studiosi e appassionati.
…Perché si tratta di un evento che permette di apprezzare da vicino le innovazioni tecniche e narrative di uno degli artisti più rivoluzionari della storia, offrendo al pubblico l’opportunità di riscoprire e contestualizzare opere fondamentali per la comprensione dell’arte occidentale.
…Un appuntamento, perciò, imperdibile per chi desidera immergersi nel mondo intenso e complesso di Michelangelo Merisi.
Ecco perché “Caravaggio 2025” è un vero e proprio evento culturale che rinnova e rafforza il ruolo di Roma a Capitale d’Arte.
Credit Photo by: Nadia Di Mario







