Una vita non vale un selfie: il prezzo estremo dei selfie estremi
La moda folle dei selfie estremi: numerose ogni anno le vittime nel mondo intero
di Giordana Fauci
Un’inquietante forma di rischio sta prendendo sempre più piede tra i giovani di tutto il mondo: si tratta della folle moda dei selfie estremi. Perché scattare una foto non è più solo un modo per immortalare un momento, bensì una sfida, ovvero una prova di coraggio e, perciò, un gesto spettacolare da condividere sui social.
Ma vi è un problema: troppo spesso tante e tali sfide finiscono in tragedia.
In effetti, le statistiche parlano chiaro: secondo uno studio condotto dall’Università Miguel Hernández di Elche, in Spagna, oltre 400 persone nel mondo hanno perso la vita in poco più di dieci anni, proprio dopo aver tentato di farsi un selfie in situazioni pericolose.
Quel che è ancor più grave ma, invero, allarmante è che la maggior parte era giovanissima, visto che il 41% aveva meno di 19 anni e l’età media delle vittime era di appena 24.
Si muore, dunque, a seguito di una caduta da un tetto o per un volo nel vuoto da una vetta panoramica e, ancora, per essersi avvicinati troppo ad un treno in corsa o ad una scogliera.
In taluni casi, poi, si tratta di incidenti legati all’acqua; in altri di contatti con cavi dell’alta tensione, durante il trainsurfing.
E c’è anche chi ha perso la vita a causa di attacchi di animali selvatici, nel tentativo di ottenere uno scatto unico o a ridosso di panorami sì straordinari ma, al tempo stesso, pericolosi, al fianco di strapiombi o finanche su grattacieli.
I Paesi più colpiti? L’India è in cima alla lista con oltre 100 casi annui, seguita da Stati Uniti e Russia.
Ma il fenomeno è globale e non conosce confini.
…Non è più solo la montagna, il treno o il grattacielo: ovunque ci sia un elemento di pericolo, c’è chi tenta la sorte per una foto ad effetto.
Dietro ogni numero, però, c’è una storia: c’è un volto, un nome, un futuro spezzato.
…Ragazzi e ragazze pieni di vita: promesse nel campo dello studio, dello sport, della musica.
Tutti accomunati da una tragica illusione: quella che un’immagine spettacolare possa valere il rischio.
Ma una vita non vale mai un’immagine.
E se oggi il selfie è diventato un gesto automatico, quasi inevitabile quando si viaggia o si vive un’esperienza nuova, è fondamentale tornare a riflettere sul suo senso.
…Perché c’è un confine sottile – e pericolosamente fragile – tra condivisione ed esibizione.
…Un confine che, quando viene superato, può trasformare un momento di leggerezza nella fine di tutto.
Ecco perché queste morti, tutte giovani, tutte evitabili, non dovrebbero essere dimenticate.
Di contro, devono essere raccontate, comprese, ricordate.
…Perché dietro ogni click c’è una scelta.
E scegliere di vivere dovrebbe essere sempre più importante della mera scelta di un filtro giusto.
Graphic created by: Nadia Di Mario







