Roma-Milan 3-1: l’Olimpico omaggia Claudio Ranieri
“Più di 60 anni fa ero lì in mezzo a voi, i ragazzi mi hanno sempre seguito e voi avete capito che avevamo bisogno del vostro amore, infinitamente grazie…”, queste le commoventi parole di Claudio Ranieri
di Damiana Cicconetti
Domenica 18 maggio lo Stadio Olimpico di Roma ha vissuto una serata che resterà scolpita nella storia: la Roma ha battuto il Milan 3-1, in una sfida cruciale per la corsa alla Champions League.
L’ottimo risultato ha generato non poca emozione, al pari di ogni istante vissuto all’Olimpico, tanto più in considerazione del fatto che si è trattato dell’ultima partita in casa di Claudio Ranieri.
È stata una notte magica, quasi liturgica, in cui sport e sentimento si sono intrecciati in un abbraccio collettivo che ha unito generazioni di tifosi.
Il preludio è stato da brividi: mentre l’inno “Roma, Roma, Roma” risuonava potente nell’Olimpico, la Curva Sud ha dato vita ad una coreografia monumentale, con la scritta “Claudio Ranieri” affiancata dal logo “A.S.R.” e uno striscione struggente in cui si definisce il Tecnico “Grande condottiero… Romanista vero…”.
Una dichiarazione d’amore rivolta ad un uomo che ha rappresentato, dentro e fuori il campo, l’essenza della Roma.
Davanti a 68.143 spettatori, nuovo record assoluto per l’attuale capienza dello stadio, Ranieri ha ricevuto l’omaggio del suo popolo.
La voce, rotta dalla commozione, è arrivata dritta al cuore: “Più di sessant’anni fa ero lì in mezzo a voi. Vi avevo chiesto aiuto perché insieme potevamo fare qualcosa di buono. I ragazzi mi hanno seguito e voi avete risposto con il vostro amore, infinitamente grazie…”.
Il saluto, celebrativo e struggente, è stato seguito da una partita all’altezza della situazione: tre gol per suggellare una notte perfetta; tre gol per dire grazie a Claudio Ranieri.
A fine partita, il Tecnico giallo-rosso ha ricevuto una targa celebrativa per le 500 panchine in Serie A ma, soprattutto, per il suo legame indissolubile con la Roma.
In mezzo al campo lo hanno abbracciato nipoti e non solo.
…Il “ragazzo”, partito dagli spalti della Curva Sud, ha così concluso la sua avventura nel luogo che più di ogni altro ha chiamato casa.

Le sue parole, semplici e profonde, hanno riecheggiato nello stadio: “Non era facile quando tutto sembrava nero. Ho chiesto aiuto ai ragazzi e loro mi hanno seguito, ricostruendo la squadra giorno dopo giorno…”.
Gianluca Mancini non ha potuto fare a meno di dichiarare: “A dicembre nessuno avrebbe immaginato che, a 90 minuti dalla fine, saremmo stati in corsa per la Champions. Il Mister è stato fondamentale, ci ha restituito serenità… Ha saputo essere padre, guida e motivatore…”.
Non a caso Bryan Cristante e Leandro Paredes hanno dedicato la vittoria proprio al Tecnico: “Ora vogliamo chiudere al meglio, anche per lui…”.
Il Primo Cittadino di Roma, Roberto Gualtieri, non ha potuto fare a meno di elogiarlo: “Un Mister gentiluomo; un gigante del calcio mondiale…”.
E Claudio Ranieri non si è smentito: “Io credo nel lavoro, nella preparazione mentale e nella squadra. Credo nel dare tutto ogni giorno…”: questo il manifesto del suo calcio ma finanche della sua intera vita.
…Un Tecnico che ha ricucito il legame tra squadra e tifosi, altresì riaccendendo la fiamma dell’amore.
Per questo Claudio Ranieri ha lasciato l’Olimpico come solo i grandi sanno fare: con un ultimo abbraccio ed un ultimo grazie.
…E se è vero che questa è stata l’ultima notte, allora sarà per sempre la sua notte: la notte della Roma di Claudio Ranieri.
…La notte di un uomo che ha fatto dell’amore per la propria città una missione.
…La notte di un amore che non finirà mai.
Credit Photo by: Damiana Cicconetti







