Il nuovo murale di Harry Greb: l’Angelo-giornalista di Trastevere

Il nuovo murale di Harry Greb: l’Angelo-giornalista di Trastevere

“L’Angelo” di Trastevere, rappresentato nel murale di Harry Greb, è apparso il giorno di Pasqua: veste i panni di un giornalista in Palestina… Un monito a ricordare i morti di una guerra che non sembra avere fine 

di Giordana Fauci    

Nello storico rione di Trastevere, a Roma, il 20 aprile scorso, in occasione della Pasqua, è apparsa un’opera d’arte che invita alla riflessione e, prima ancora, alla consapevolezza: sulle antiche mura della chiesa di Santa Margherita, Harry Greb, noto street artist, ha dipinto “L’Angelo”, un murale che si fa portatore di un messaggio di pace, denuncia e speranza.

Il murale raffigura, infatti, proprio un angelo, simbolo tradizionale della Santa Pasqua: un angelo che veste i panni di un giornalista in Palestina, con indosso un giubbotto antiproiettile su cui appare, fin troppo evidente, la scritta “Press”.

Un Angelo, dunque, fin troppo particolare, visto che ha in braccio la salma di un bambino; mentre custodisce nel giubbotto una colomba, simbolo universale di vita e pace.

Una colomba che si è, evidentemente, rifugiata nelle braccia dell’angelo-giornalista in un gesto di protezione e speranza. 

Quindi, un’opera d’arte che rappresenta un monito alle coscienze di chi guarda e che, invero, invita a non dimenticare le atrocità che si consumano ancor oggi, incessantemente, in Medio Oriente.

Perché numerosi sono coloro che rischiano quotidianamente la vita: civili, bambini anziani e finanche giornalisti, da sempre in prima linea per raccontare la realtà della guerra, fin troppo spesso silenziata o, in ogni caso, tristemente e gravemente manipolata.

Non a caso, l’ispirazione dell’Angelo trova origine nella tradizione biblica e raffigura proprio l’angelo che annuncia la risurrezione di Cristo alle donne, giunte al sepolcro trovato vuoto. 

Harry Greb, dunque, ha scelto di reinterpretare questa figura, simbolo di speranza e rinascita, come portatore di verità in un contesto di conflitto e sofferenza. 

L’Angelo di Pasqua è l’angelo che apparve alle donne…”: afferma l’artista.

L’Angelo è colui che annunciò la resurrezione e invitò a diffondere la buona novella. Io l’ho rappresentato come un giornalista; un testimone della verità, che si trova in prima linea, coraggioso, a portare il suo messaggio di vita e di pace tra le macerie della guerra…”: spiega ancora Harry Greb.

Il murale, pertanto, è un simbolo di solidarietà coi cronisti che rischiano la vita pur di raccontare le innumerevoli storie di bambini innocenti, oltre a quelle di vittime civili in un conflitto che sembra non trovare fine. 

La stessa immagine della colomba, chiusa nel giubbotto del giornalista-angelo, rappresenta la speranza di un futuro di pace ma, al contempo, la paura e l’impotenza di chi si confronta con notizie drammatiche, spesso mantenute volontariamente taciute.

Ecco perché l’opera di Greb si fa anche denuncia di un problema ancor più grave, mirando ad evidenziare il silenzio e la manipolazione dell’informazione. 

Migliaia di anni fa si dava la notizia che Gesù era risorto. Oggi, negli stessi luoghi, si rischia di morire nell’indifferenza di chi governa e nella complicità di chi decide di non raccontare o di alterare la verità…”: così conclude tristemente l’artista.

…Un’opera che invita a non girarsi dall’altra parte, continuando a rimanere indifferenti.

…Un’opera che invita ad essere – e restare – testimoni della realtà, mantenendo viva la memoria di chi soffre e muore in nome della verità.

…Un’opera d’arte che è, soprattutto, simbolo di speranza e responsabilità, per non dimenticare che, finanche nei momenti più bui, la luce della verità e della pace può risplendere… Sempre che si abbia il coraggio e la determinazione di volerla raccontare.

Credit Photo by: Nadia Di Mario 

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