Roma dichiara guerra alle key box per affitti brevi
Nella Capitale si dichiara guerra alle key box per affitti brevi, arrivando a comminare sanzioni elevate finanche ad interi condomini
di Giordana Fauci
Nella Capitale, come in ogni altra città del mondo, l’anima del turismo è rappresentata dai B&B. Eppure, a breve, entrerà in vigore il nuovo regolamento di Polizia Urbana, che prevede la punizione di tutti i condomini che non hanno provveduto alla rimozione delle key box, in uso dai proprietari di immobili per affitti brevi.
E non è tutto: oltre alla rimozione forzata delle cassette, è prevista una multa fino a 400 Euro per interi condomini.
Tali misure hanno dato adito ad un acceso dibattito tra amministratori condominiali, residenti e operatori del settore turistico.
Del resto, l’obiettivo di cotante misure è a dir poco serio: si intende garantire certamente il decoro urbano, pur senza sottovalutare un ulteriore annoso tema, indissolubilmente legato alla tutela della sicurezza dei cittadini e, invero, di ognuno.
Questi i motivi per cui si è deciso di mettere in atto una linea dura, al punto che le sanzioni saranno indirizzate all’intero condominio, non limitandosi ai soli proprietari o gestori che, finora, hanno fatto uso di key box.
Immediate, pertanto, le reazioni degli interessati, che hanno sollevato dubbi sulla legittimità di tante e tali misure, altresì incaricando l’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari (ANACI) per contestare l’applicazione indiscriminata delle sanzioni.
…Tanto più in considerazione della questione della loro legittimità, a non voler dimenticare l’effettiva efficacia del provvedimento.
La Capitale, in ogni caso, non è l’unica città italiana ad essere gravata dal problema che, invero, già da mesi ha vanamente tentato di risolvere, seppur con pene meno severe.
Firenze, ad esempio, ha approvato una delibera che vieta l’uso di key box su strade pubbliche e su mura di edifici storici, con la possibilità di sanzionare chi non rispetta la norma.
Venezia, Milano, Bologna ed altre metropoli stanno, invece, valutando regolamenti più specifici per disciplinare l’uso di detti strumenti, tentando di creare un equilibrio tra le esigenze turistiche e la tutela del patrimonio urbano.
Così, mentre nel Bel Paese il fenomeno delle key box appare sempre più regolamentato, nelle altre capitali europee il problema è stato da tempo oggetto di ferme restrizioni.
A Parigi e ad Amsterdam, infatti, tali dispositivi sono vietati solamente in determinate zone turistiche, al fine di evitare i conseguenti problemi che scaturiscono dagli affitti brevi, indubbiamente, “incontrollati”.
Mentre in Paesi come Germania e Regno Unito esistono norme che ne consentono l’uso solo previa autorizzazione rilasciata dalle autorità locali.
Pertanto, in Italia e, più in particolare, a Roma è ora insorto un nuovo problema, legato alla gestione condominiale: vero punto critico del nuovo regolamento della Polizia Urbana.
In effetti, se è – e resta – vero che le key box sono proprietà private, è ancor più vero che, essendo installate su parti comuni o spazi pubblici di immobili, non possono non rappresentare chiare ed evidenti irregolarità.
Dunque, da ora in poi, gli amministratori di condominio saranno necessariamente chiamati a decidere se intraprendere azioni legali contro i singoli responsabili, oppure avviare la rimozione immediata per evitare sanzioni collettive.
…Una guerra che, col nuovo regolamento della Capitale, si riteneva di aver concluso e vinto definitivamente ma che, di contro, solleva ulteriori ed ancor più gravi temi. E, invero, problemi.
…Problemi che non potranno non comportare ulteriori ed estenuanti battaglie, mentre il decoro urbano e la tutela dell’intera città di Roma continuano a vacillare: soprattutto ora, col Giubileo in corso, nonché l’arrivo della bella stagione, che assicura l’aumento del numero dei turisti provenienti da ogni parte del mondo.
…Turisti che spesso – fin troppo spesso! – sono poco controllati o, per meglio dire, del tutto privi di controllo ma che, in ogni caso, contribuiscono ad arricchire non poco l’economia del Bel Paese.
Perché da oramai molti anni sono proprio i B&B a rappresentare l’anima del turismo. E, ad onore del vero, giustamente, visto quel che sono in grado di offrire, tra l’altro a costi nettamente inferiori rispetto ad alberghi e hotel; senza dimenticare la loro collocazione, spesso prossima ai più visitati siti archeologici.
…Un motivo in più per trovare una soluzione ad un problema che, al di là di norme severe e rigide multe, si potrebbe facilmente risolvere col rilascio di autorizzazioni dalle autorità competenti, così mettendo in atto, al contempo, i dovuti e necessari controlli, atti a garantire la tutela di ognuno.
Credit Photo by: Nadia Di Mario







