Il mondo degli attori generici raccontato da Daniela Vincenti, professionista di gran talento nel settore
Nell’affascinante universo del cinema e della TV, gli attori generici rivestono ruoli fondamentali: Daniela Vincenti, professionista da lunga data, svela questo “mondo” ancora poco noto e troppo spesso trascurato
di Giordana Fauci
Nel vasto e affascinante universo di cinema e TV, gli attori generici rivestono ruoli fondamentali ma spesso trascurati: a svelare i misteri del settore è la bellissima Daniela Vincenti.
Daniela, classe 1963, è originaria del Salento: nata a Lecce, si è successivamente trasferita a Milano, ove ha vissuto fino al 2008; in seguito si è spostata a Roma, città che ama e nella quale risiede ancor oggi con la famiglia.
Daniela Vincenti è una professionista di gran talento: lavora nell’ambito dello spettacolo da quasi trent’anni ormai e, più precisamente, dal 1998, collezionando preziose esperienze: non solo per il cinema e la TV ma finanche nell’ambito della moda.
Dapprima ha sfilato per noti stilisti quali Dolce e Gabbana, Sfarzo, Buba Fashion, a non volerne di certo dimenticare altri. Ma, nel frattempo, conscia che l’avvenenza non è tutto, ha desiderato fortemente studiare, per migliorare ancor di più: come persona, oltre che come modella.
Pertanto, ha frequentato, con successo, il Corso di Recitazione di Ferruccio Mascia, durato ben tre anni. E, al contempo, ha seguito un ulteriore Corso, grazie al quale è divenuta Indossatrice e Modella.
Dopo di allora ha ottenuto, a Salso Maggiore Terme, la “Fascia di Miss Regione Lombardia – Categoria Baby Over”: riconoscimento oltremodo importante, immediatamente successivo a quello di Miss Italia.
Così è stata ospite in trasmissioni-pilota quali La Ruota della Fortuna, condotta da Mike Bongiorno e Il Brutto Anatroccolo, capitanato da Amanda Lear.
Dunque, unendo gli studi alla bellezza e al fascino – ancor oggi perfettamente tangibili – Daniela Vincenti ha incominciato a divenire nota nell’ambito dello spettacolo, ricoprendo prima piccoli ruoli e, poi, sempre più importanti, in serie come Vivere, Cento Vetrine e finanche in fotoromanzi, oltre a comparire in spot internazionali quali “AZ”, in Spagna.
Nel 2008, a causa di vicende personali, Daniela si è trasferita nella Capitale e, da allora, ha cominciato a muovere i primi passi finanche nel mondo del cinema e della TV, in un susseguirsi di fiction, cortometraggi, lungometraggi e spot, lavorando al fianco di attori del calibro di Gigi Proietti, del quale non può non conservare ancor oggi ricordi straordinari.
L’attrice ha rilasciato un’interessante intervista ad Occhio sul mondo: se ne riportano i passaggi più salienti.
- Daniela Vincenti, in che modo ha iniziato a lavorare come attrice generica e cosa l’ha spinta a proseguire in tale ambito?
“Il mondo dello spettacolo mi ha sempre affascinata. Iniziare, dunque, non è stato di certo un caso, bensì una scelta… Una scelta che non avrebbe non potuto proseguire nel tempo; perché io ho sempre amato il mio lavoro, di cui sono orgogliosa, avendo collezionato non poche esperienze quale comparsa e figurazione generica prima e, poi, in ruoli più importanti. Senza dubbio, è questo il motivo per cui ho proseguito, seppur attraversando momenti di difficoltà. Del resto, sono sempre stata oltremodo certa di possedere le caratteristiche richieste ad un bravo attore. Oltretutto, proprio in uno dei miei primissimi lavori, a Roma, ho avuto la fortuna di conoscere Gigi Proietti che mi ha insegnato molto. In primis, che un attore non deve semplicemente interpretare il ruolo attribuitogli, bensì divenire egli stesso il personaggio che interpreta… Un insegnamento che non è affatto scontato e che ho, perciò, fatto mio. Un prezioso insegnamento che mi ha permesso di continuare a lavorare al fianco di altri ‘grandi’. Invero fino ad oggi…”.
- Quali sono gli attori e i personaggi noti di cui conserva a tutt’oggi un bel ricordo, oltre a Gigi Proietti?
“Sono moltissimi. Ricordo, ad esempio, Ermal Meta, un cantante che ammiro e col quale ho girato un noto video-clip. O, ancora, nella fiction “Anna e i Cinque”, ho lavorato al fianco di Sabrina Ferilli, donna molto sensibile, oltre che eccelsa attrice. Poi, in altra fiction, dal titolo “Caterina e le sue figlie”, ho ricoperto il ruolo di segretaria al fianco di Iva Zanicchi… Lavori di cui conservo ricordi memorabili, oltre che divertenti e costruttivi…”.
- Qual è l’esperienza più memorabile che la accompagnerà per sempre?
“Anche in tal caso le esperienze e i ricordi non sono pochi. Innanzi tutto, merita di essere citato il programma “Piccole Luci”, nel quale ho interpretato la figura di Simona Panzini… Un caso di femminicidio. Anzi! L’ennesimo aberrante crimine in danno di una donna e madre. Un lavoro che mi ha enormemente “toccata”, perché un uomo, non degno di essere definito tale, ha tolto la vita a colei che definiva ‘amata’… Un uomo che, ad onore del vero, tutto ignorava dell’amore. Inoltre, ricordo un cortometraggio da protagonista per Daniel Arno, che ha affrontato un ulteriore rilevante tema: quello di una malattia devastante… L’Alzheimer, che colpisce, spesso, i nostri familiari ma che non può non essere vissuto finanche da questi ultimi. E, in primis, da inconsolabili consorti. Infine, per ricordare temi divertenti, cito un lavoro del regista Daniele Misischia, in cui ho rivestito il ruolo di una zombie. Dunque, un personaggio negativo e che, alla fine, rimane inevitabilmente ucciso. Rammento, da ultimo, due ulteriori lavori: il primo svolto per un intero mese sulla nave Virgin Lady, all’interno della quale è stata girata la serie andata in onda su SKY, dal titolo “Wanted”; il secondo ricordo riguarda la mia interpretazione nelle vesti di controfigura di Toni Collette, nel film “Mafia Mamma”, dove ho recitato in lingua inglese…”.
- Quali sono le qualità necessarie per essere ritenuta un’ottima attrice generica?
“Nel ruolo di attrice generica rientrano sia comparse semplici che figurazioni speciali, ovvero chi interpreta piccoli ruoli o, finanche, vere e proprie parti. Le ore di lavoro sono molte. Anzi, moltissime per tutti: ben dieci al giorno da contratto; sia di giorno che di notte; con una sola ora di pausa. Noi attori generici, dunque, dobbiamo essere sempre disponibili ed apparire al meglio. Quindi, occorre determinazione, caparbietà e disponibilità…”.
- Ci sono state situazioni in cui ha dovuto adattarsi a repentini cambi di scena?
“Certamente! Sebbene il lavoro di una comparsa o, finanche, di una figurazione speciale, possa sembrare semplice, non si può non considerare che le sfide sono oltremodo ardue. Perché, seppur è vero che il lavoro di un attore generico passa spesso inosservato, è ancor più vero che la sua dedizione e professionalità sono – e restano – essenziali a garantire il successo di qualunque rappresentazione, sia essa televisiva che cinematografica o, addirittura, teatrale. Né si possono sottovalutare i ritmi di lavoro di dette figure, che si devono adattare a lavorare dall’alba alla notte; spesso in condizioni avverse e, talvolta, in situazioni climatiche a dir poco critiche. Perché è proprio la flessibilità nello svolgimento del lavoro che si richiede a comparse e figurazioni speciali. Infine, non si può non considerare che gli attori generici devono essere preparati, oltre che in grado di seguire le indicazioni del regista e del team di produzione, comprendendo il contesto e la propria posizione nella scena. Talvolta addirittura improvvisando…”.
- Cosa ha provato ad interagire e a girare con attori importanti?
“Il cuore, in quelle situazioni, mi è arrivato in gola. Perché sono stata orgogliosa della mia persona, comprendendo di aver avuto ragione a credere in me, finanche continuando a studiare. Perché convinta di quanto mi ha insegnato il mio amato padre, ovvero che ‘non si finisce mai di imparare’. In effetti, studiando sono migliorata, raggiungendo livelli eccelsi e lavorando al fianco dei “mostri sacri” di cinema e TV. Inoltre, sono stata ben lieta di constatare che altri professionisti si sono fidati di me, attribuendomi ruoli così ambiti… Ininterrottamente, dal 2008 ad oggi. Mi riferisco ad agenzie quali Cinecasting Scarduffa; Antonio Spoletini Movie; Puntocasting Lab & Agency; Faccia da Cinema; Exstras Movies; Flaminia Tonna; Maria Federica Razza e Extrasnew… Agenzie che non posso non ringraziare…”.
- Che tipo di aria si respira su un set tra attori generici e principali?
“La posizione degli attori generici è e resta cruciale per rendere ciascuna produzione cinematografica e televisiva oltremodo reale. Un attore generico svolge un lavoro importantissimo e che, in un’epoca in cui il cinema e le serie TV dominano la cultura popolare, non è più possibile ignorare o, in ogni caso, trascurare. Si tratta, in effetti, di una professione che richiede una vasta gamma di ‘tipologie’, proprio al fine di rappresentare le diverse sfaccettature della società e, dunque, non solo chi è bello e avvenente ma chiunque. Ruoli, quindi, che non solo arricchiscono le narrazioni, rendendole reali, anziché meramente realistiche. Non vi è dubbio: comparse e figurazioni speciali rappresentano il cuore pulsante di ogni produzione, contribuendo in modo silenzioso o con poche ma efficaci battute a creare storie che emozionano e coinvolgono, anche se spesso ad essere ricordati sono, poi, i soli attori noti. Attori che, in ogni caso, intrattengono ottimi rapporti con noi attori generici. Perché, prima ancora che attori, sono esseri umani, esattamente come ognuno di noi. Per questo i rapporti che si respirano su un set sono identici a quelli che si intrattengono nella vita quotidiana: con alcuni si va d’accordo; con altri meno. Perché, del resto, ognuno ha il suo carattere, proprio come accade nella vita di tutti i giorni…”.
Un mondo complesso quello degli attori generici che, così nel dettaglio, ha ben rappresentato Daniela Vincenti nella sua interessante intervista: un mondo in grado di generare emozioni indimenticabili, riuscendo a dar vita a mondi reale, ovvero realisticamente rappresentati.
Ecco perché riconoscere ed apprezzare il contributo di tante e tali figure è fondamentale per valorizzare l’arte e il lavoro di squadra che caratterizza il mondo del cinema e della TV, senza peraltro dimenticare ulteriori rilevanti figure, quali quella dei costumisti, del trucco, del parrucco, dei fonici e di molti altri ancora.
Un ringraziamento, dunque, a Daniela Vincenti per aver ricordato che nell’ambiente dello spettacolo, al di là degli attori principali, vi è un mondo altrettanto rilevante che merita di essere ricordato, tutelato ed apprezzato.
Credit Photo by: archivio storico di Daniela Vincenti







