Il mondo intero piange la morte di Papa Francesco
Il 21 aprile le campane di San Pietro hanno suonato a lutto per la morte di Papa Francesco, tornato alla Casa del Padre
di Damiana Cicconetti
Il 21 aprile le campane di San Pietro hanno suonato a lutto per la morte di Papa Francesco, tornato alla Casa del Padre.
Il Pontefice è deceduto alle ore 7:35 a Roma, presso Casa Santa Marta, ove risiedeva, a causa di un ictus e collasso.
Con Papa Francesco si chiude un’epoca che ha cambiato per sempre il volto della Chiesa.
Papa Francesco è stato un Pontefice rivoluzionario, che ha vissuto e ha scelto di morire in un modo profondamente diverso dai suoi predecessori, coerente col Suo stile sobrio, umano ed essenziale.
…Un Uomo che ha saputo mostrare il volto più autentico del Vangelo, portando la Chiesa fuori dai palazzi e dentro la vita delle persone.
Non a caso, fin dalla sera della Sua elezione, avvenuta il 13 marzo 2013, Jorge Mario Bergoglio ha fatto capire al mondo che sarebbe stato un Papa fuori dagli schemi.
“Il Palazzo Apostolico è troppo grande; io ho bisogno di stare in mezzo alla gente…” disse, scegliendo di vivere in una modesta stanza di 50 metri quadri presso Casa Santa Marta e così rinunciando ai fasti ed ai simboli del potere.
E questo fu solo il primo di tanti gesti che hanno fatto di Lui un Pontefice profondamente umano, vicino agli ultimi, alle periferie del mondo e dell’anima.
Le Sue uscite inaspettate – dal negozio di dischi alla sanitaria per acquistare scarpe ortopediche – hanno raccontato un Papa che non ha mai voluto rinunciare alla normalità.
Ogni Suo gesto, ogni risposta ad un fedele parlava di un Uomo innamorato della gente e della Verità del Vangelo.
Papa Francesco non ha voluto essere un “Principe della Chiesa” ma ha preferito il ruolo di “Parroco del mondo”.
Papa Francesco ha combattuto le battaglie più dure ma non lo ha fatto con il pugno di ferro bensì con l’autorità morale di chi sceglie di servire, promuovendo una Chiesa povera per i poveri, aprendo le braccia ai migranti, agli emarginati ed a chi ha sbagliato ma cerca redenzione.
Fedele fino in fondo alla Sua visione, Papa Francesco ha riscritto anche il rito delle esequie papali: “l’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis”, aggiornato nel 2024 per Sua volontà, specchio del Suo Pontificato sobrio, essenziale ed umano.
Del resto la Fede non ha bisogno di orpelli ma di autenticità.
Con Lui la morte non viene più constatata nella stanza privata all’interno del Vaticano, come avvenuto fino ad oggi per i predecessori, bensì nella Cappella, cuore del Suo quotidiano dialogo con Dio.
Pertanto non vi sarà alcuna esposizione su un alto catafalco; né la triplice bara (in cipresso, piombo e rovere) ma una sola: semplice come per ogni Cristiano, collocata all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore, in rispetto della volontà del Pontefice.
…Nessun pastorale papale accanto al feretro, a significare che prima di essere Papa, Francesco è stato un fratello, un servo e un discepolo.
Riguardo alla morte Papa Francesco era solito sostenere: “Fa un po’ paura ma, dopo la paura, c’è la festa, che è il Regno di Dio…”.
…Parole in cui c’è tutta la speranza Cristiana: la certezza che la vita non finisce con la morte ma trova compimento nella luce del Risorto.
Ecco perché Papa Francesco ha cambiato il modo di essere Pontefice ma, soprattutto, ha cambiato il modo in cui il mondo guarda alla Chiesa.
Così Papa Francesco ha incarnato il Vangelo nella sua nudità, mostrando che la vera rivoluzione è quella della docilità allo Spirito, perché “il vero rivoluzionario è Gesù Cristo…”, come ha sempre continuato a sostenere.
Credit Photo by: Luigi Fauci







