“La Borto” al Teatro Quirino: un monologo di denuncia e riflessione
Il Teatro Quirino-Vittorio Gassman di Roma ha presentato “La Borto”, uno spettacolo di rilevanza, scritto, diretto e interpretato da Saverio La Ruina
di Giordana Fauci
Il 15 aprile, alle ore 21:00, il Teatro Quirino-Vittorio Gassman di Roma ha presentato uno spettacolo di grande rilevanza: “La Borto”, scritto, diretto e interpretato da Saverio La Ruina.
Lo spettacolo ha segnato la conclusione della rassegna monografica dedicata all’artista calabrese, che ha conquistato il cuore di critici e pubblico con la sua visione sensibile e profonda.
…Un’opera che rappresenta un ritratto del mondo femminile del Sud Italia.
Perché “La Borto” non è semplicemente un monologo, bensì un’opera che offre uno spaccato autentico e toccante del complesso universo femminile nel Sud Italia.
Attraverso la voce di Vittoria, protagonista della storia, La Ruina affronta tematiche delicate e spesso ignorate, portando alla luce le sfide quotidiane che le donne devono affrontare in una società patriarcale.
L’opera si sviluppa in un contesto culturale che opprime e giudica, mettendo in evidenza le conseguenze di un sistema che umilia e riduce al silenzio le voci femminili.
Con uno stile che mescola ironia e profondità, La Ruina tratta con delicatezza un argomento complesso come l’aborto, rappresentando non solo una questione personale ma anche un aspetto di una battaglia sociale più ampia.
La forza emotiva della narrazione è, in effetti, palpabile, coinvolgendo il pubblico in una riflessione necessaria sulle dinamiche di genere e sulle ingiustizie persistenti.
Non a caso, l’opera ha già ricevuto importanti riconoscimenti nel panorama teatrale, tra cui il Premio UBU 2010 per il “Miglior nuovo testo italiano”, oltre ad una nomination per “Migliore attore”.
La critica, dunque, ha accolto entusiasticamente la performance di La Ruina, definita “mirabile”, poiché in grado di toccare le corde più profonde dell’animo umano.
Pertanto, la recitazione sobria ed efficace, dona voce a storie che meritano di essere raccontate, così creando un legame intimo con il pubblico.
Non è un caso che sia in Italia ma finanche all’estero “La Borto” abbia trovato un’accoglienza calorosa, dopo esser stato presentato in teatri prestigiosi come quello di Parigi e al Théatre du Centaure in Lussemburgo.
Un monologo che ha, quindi, suscitato interesse e ammirazione per la sua carica emotiva e la qualità della drammaturgia, oltre ad aver comportato a La Ruina le lodi dei critici, sia nazionali che internazionali, confermandolo “autorevole voce del teatro contemporaneo, capace di attraversare confini e culture…”.
Così “La Borto” si configura non solo come uno spettacolo bensì come un invito alla riflessione su temi di grande attualità, in un mondo ancora troppo permeato da pregiudizi e ingiustizie.
Un monologo in cui La Ruina si fa portavoce di un grido di dignità e cambiamento. Perché la rappresentazione, pur ancorata ad un passato oppressivo, si rivela, purtroppo, tragicamente attuale, invitando gli spettatori a confrontarsi con le contraddizioni di una società che fatica a liberarsi da vincoli ancestrali.
In un palcoscenico ideale a rappresentare l’incontro tra realtà vissuta ed arte teatrale, “La Borto” promette, inevitabilmente, di lasciare un’impronta indelebile nella memoria degli spettatori, rappresentando un momento di condivisione e crescita, oltre ad un’opportunità per riconsiderare valori e pregiudizi che continuano ad influenzare la vita moderna.
…Una narrazione profonda e toccante, capace di scuotere e stimolare riflessioni importanti sul ruolo delle donne e sulla lotta per la loro dignità, in una società che deve ancora fare i conti col proprio passato.







