“L’Onorevole, il Poeta e la Signora”: una commedia senza tempo al Teatro Parioli Costanzo di Roma
Il 14 e 15 aprile il Teatro Parioli Costanzo di Roma ha ospitato “L’Onorevole, il Poeta e la Signora”, esilarante e attuale commedia a firma di Aldo De Benedetti, interpretata da Lorenzo Flaherty, Francesco Branchetti e Isabella Giannone
di Giordana Fauci
Il 14 e 15 aprile il Teatro Parioli Costanzo di Roma ha ospitato “L’Onorevole, il Poeta e la Signora”, esilarante ed attualissima commedia firmata da Aldo De Benedetti, uno dei più brillanti commediografi italiani del Novecento.
Protagonisti di questa nuova edizione tre interpreti d’eccezione: Lorenzo Flaherty, Francesco Branchetti (anche regista dello spettacolo) e Isabella Giannone.
Ad arricchire ancor di più lo spettacolo, le musiche originali, firmate da Pino Cangialosi, che hanno reso l’atmosfera oltremodo vivace e sofisticata.
Dopo il debutto milanese, lo spettacolo ha intrapreso una fortunata tournée che sta attraversando l’Italia, riscuotendo unanimi consensi di pubblico e critica: non solo per la brillantezza del testo ma per la sua sorprendente attualità, che mette in luce dinamiche sociali e politiche oltremodo attuali.
…Un classico del teatro grottesco che parla al presente.
Scritta negli anni Cinquanta, “L’Onorevole, il Poeta e la Signora” è una commedia grottesca costruita con grande intelligenza e ritmo, nella quale l’ironia si intreccia abilmente alla critica sociale.
Ambientata nei salotti bene dell’Italia del Dopo-Guerra, l’opera si muove tra equivoci, scambi di persona e situazioni al limite del paradossale, mantenendo sempre uno sguardo acuto sulle contraddizioni del potere e delle relazioni umane.
Al centro della vicenda l’onorevole Leone (interpretato da Lorenzo Flaherty), politico vanitoso e goffo che cerca di sedurre la giornalista Paola (Isabella Giannone), donna elegante e astuta. A scompaginare i piani, però, irrompe Piero, un poeta squattrinato (Francesco Branchetti), che si introduce furtivamente in casa e, nascosto dietro una tenda, ascolta le conversazioni dei due. Ed è da quel momento che prende il via un vortice di fraintendimenti, ricatti, allusioni e colpi di scena, che travolgeranno i protagonisti in un crescendo di situazioni tanto assurde quanto comiche.
Una regia vivace per temi intramontabili. Perché Francesco Branchetti riesce a restituire la complessità e la leggerezza del testo di De Benedetti, valorizzandone ogni sfumatura con ritmo serrato e con attenzione particolare all’equilibrio tra comicità e riflessione.
Il risultato è una messinscena dinamica e brillante, capace di coinvolgere lo spettatore dall’inizio alla fine, lasciandolo divertito ma anche stimolato a pensare.
…Un affresco ironico e pungente dell’Italia di ieri e di oggi. Perché “L’Onorevole, il Poeta e la Signora” non è solo una commedia ma un affresco sociale che, pur ambientato nel passato, riesce a parlare in modo diretto al presente.
Del resto, i salotti pieni di uomini di mezzo potere, la svendita del talento, le ambizioni spicciole, i compromessi e la retorica vuota dei rapporti interpersonali, sono ancor oggi i temi che non possono non rendere la pièce oggetto di satira affilata e irresistibile. Tanto più in un’epoca come quella odierna, segnata da incertezze politiche e trasformazioni sociali.
Così “L’Onorevole, il Poeta e la Signora” si conferma un piccolo gioiello del teatro italiano.
Credit Photo by: Monica Irma Ricci







