“500 Lire“: il valore inestimabile dei ricordi, in scena al Teatro Belli di Roma
Tra le suggestive pareti del Teatro Belli di Roma, il 12 aprile è andato in scena “500 Lire”: opera firmata e magistralmente interpretata da Ludovica Bei, assieme a Josafat Vagni, Simone Giacinti e Francesco Giordano
di Damiana Cicconetti
Tra le suggestive pareti del Teatro Belli di Roma, il 12 aprile è andato in scena “500 Lire”, opera firmata e magistralmente interpretata da Ludovica Bei, assieme a Josafat Vagni, Simone Giacinti e Francesco Giordano.
Uno spettacolo che si è rivelato un tuffo nel passato, capace di commuovere, divertire e far riflettere.
Un vero e proprio viaggio nel tempo, con un’ambientazione tanto semplice quanto evocativa: un vecchio stabilimento balneare, luogo di memoria e legami indissolubili.
In effetti, è in quel luogo ormai abbandonato e fatiscente che quattro amici si ritrovano, trascinati dai ricordi di un tempo che sembra ormai lontano seppur non del tutto svanito.
Perché quel vetusto stabilimento è il posto delle prime volte: dai baci rubati alle liti sincere; dalle risate spensierate ai piccoli drammi adolescenziali.
Ed è proprio in tal luogo che riaffiora tutto ciò che ha formato il loro essere adulti: il biliardino, simbolo onnipresente nello spettacolo e, invero, “modus vivendi…”, non certo mero oggetto di scena.
Dunque “Ce la giochiamo a biliardino…” non è solo una frase nostalgica, bensì l’eco di un passato che continua a dare senso al presente, oltre che invito a prendere decisioni con lo stesso coraggio e leggerezza di quando si era ragazzi.
Quindi un testo profondo che parla all’anima. “Perché “500 Lire” non si limita ad un romantico esercizio di memoria ma solleva domande profonde: quanto valgono le nostre scelte? Può una moneta fuori corso da anni, eppure ancora intrisa di valore affettivo determinare il destino di una vita?
Così le risposte, sospese tra sorriso e malinconia, accompagnano lo spettatore lungo tutta la narrazione, intrecciando il gioco con la responsabilità del peso dell’età adulta.
I personaggi, infatti, splendidamente delineati ed interpretati, incarnano le sfumature delle amicizie di lunga data, ovvero l’amore, l’incomprensione, il bisogno dell’altro ma anche la paura di crescere e cambiare.
Ecco perché ogni confronto si tramuta in una partita ed ogni scontro in una “mano sul biliardino”, mentre ciascuna risata è vissuta come un “ritorno all’infanzia…”.
Del resto, la vita è fatta delle stesse dinamiche di un gioco: serve affiatamento, fiducia, un pizzico di fortuna e qualcuno con cui condividere la sfida.
Una rappresentazione che vede oltretutto in scena una squadra vincente: con un cast e una regia in perfetto equilibrio.
Così Ludovica Bei si conferma un talento poliedrico, essendo perfettamente in grado di scrivere ed interpretare con rara sensibilità; mentre accanto a lei Josafat Vagni – regista della pièce – ha saputo guidare con mano ferma e delicata l’intero cast, oltremodo affiatato e credibile.
La regia, peraltro, ha ottenuto un equilibrio mirabile tra introspezione e leggerezza, mantenendo un ritmo coinvolgente e mai prevedibile. Invero dall’inizio alla fine.
Non a caso, a completare la squadra sono stati Simone Giacinti e Francesco Giordano, con interpretazioni intense e sfumate, in grado di rendere i loro personaggi non solo unici ma finanche necessari.
Pertanto, la sintonia tra i quattro attori è stata fin troppo palpabile, oltre a saper donare anima autentica allo spettacolo: un’anima in cui lo spettatore ha potuto specchiarsi e riconoscersi.
Ecco perché “500 Lire” è molto più di uno spettacolo, bensì un invito a riscoprire ciò che davvero conta, ritrovando il valore delle piccole cose, senza dimenticare chi siamo stati per comprendere chi vogliamo diventare.
…Un’opera emozionante, divertente e riflessiva, perfettamente inserita nella missione della rassegna Expo – Teatro Italiano Contemporaneo, perché racconta l’Italia di oggi attraverso nuove voci e storie vive del passato.
…Uno spettacolo che è un pezzo di storia, perché non vi è chi non abbia sorriso davanti ad un ricordo, in compagnia di vecchi amici, magari proprio giocando una partita decisiva a biliardino.
Credit Photo by: Teatro Belli







