Specie vegetali in via di estinzione: nel mondo e in Italia

Specie vegetali in via di estinzione: nel mondo e in Italia

L’annuale “Lista Rossa” redatta dall’Unione Internazionale Conservazione della Natura – IUCN – continua a fornire preoccupanti informazioni e allarmanti aggiornamenti: non solo sugli animali a rischio di estinzione ma finanche sulle specie vegetali

di Damiana Cicconetti 

L’IUCN – Unione Internazionale Conservazione della Natura – ogni anno continua a fornire preoccupanti informazioni e allarmanti aggiornamenti in merito al rischio di estinzione di specie vegetali, oltre che animali.

 …Lo ha fatto anche nell’ultima redazione della Lista Rossa: mondiale e finanche nazionale. Invero per ogni specie di albero, frutto e fiore.

La IUNC ha così definito il livello e il grado di minaccia dell’esistenza dei vegetali, indicando con EX lestinzione, EN il pericolo di estinzione e LC un livello di preoccupazione minima.

Perché, sebbene siamo abituati a riflettere sul solo rischio di estinzione di specie animali, non abbiamo la consuetudine di pensare al rischio di scomparsa dei vegetali, altrettanto importanti.

Pertanto, la lettura dell’ultima redazione della “Lista Rossa IUNC” si è rivelata utile a comprendere l’importanza della tutela dei vegetali ai fini di garantire l’esistenza del mondo animale, tra cui rientra lo stesso uomo.

E se ben poco si comprende della lista di alberi da frutto in via di estinzione nel mondo intero che, nel Bel Paese, neppure si conoscono – quali, ad esempio, il Pero di Bukara, i Meli di Sievers di Niedzwetsky, oltre all’Albicocco Selvatico – pur senza dimenticare la lista di piante ed altri alberi – come il Castagno americano, l’Olmo americano, l’Ippocastano e il Peccio di Koyoma –, ben più indicativo è l’elenco di piante e fiori presenti in Italia e di cui – quanto meno! – si è sentito parlare, almeno una volta: piante e fiori che, a detta degli scienziati, rischiano di scomparire per sempre dal mondo, oltre che dall’Italia e che, perciò, le generazioni future non avranno modo di conoscere.

Ci si riferisce a: 

– il Citiso delle Eolie: ora presente solo a Stromboli, Vulcano e Alicudi ma, un tempo, in ogni Isola delle Eolie. E ciò perché l’uomo ha usato fin troppo questa pianta, invero, ab-usandone per ricavarne legna da ardere o addirittura i più svariati utensili e attrezzi. E, ovviamente, tanti e tali abusi, insieme al disboscamento per ottenere sempre più campi da coltivare, hanno comportato la “quasi estinzione del Citiso” che, ora, rientra tra le specie protette, visto che, in totale, ne restano sole poche centinaia;

– il Ribes di Sardegna: la resistenza di questa pianta è innegabile; vive in Sardegna da quando l’isola si è staccata dal Continente, ovvero da ormai diversi milioni di anni. Oggi, in ogni caso, si limita a crescere in un’area ristretta della provincia di Nuoro, ove ne sopravvivono appena un centinaio di esemplari;

– il Limonio strettissimo: una pianta minuta che predilige le coste della Sardegna e della Corsica ove, purtroppo, è elevato l’insediamento umano. Il limonio è considerato “in pericolo di estinzione a livello globale”, essendo presente solo in cinque siti della Corsica orientale; mentre in Italia vive sull’Isola di Caprera, all’interno del Parco Nazionale della Maddalena ed è, quindi, in pericolo critico di estinzione;

– l’Abete dei Nebrodi: è endemico della Sicilia. Al termine dell’ultima era glaciale era presente nell’intera isola ma, in seguito, a causa del riscaldamento climatico e della intensa presenza umana, si è necessariamente spinto a quote sempre più elevate e, inevitabilmente, in aree ben più ristrette. All’inizio del secolo scorso lo si credeva addirittura estinto. Tuttavia, nel 1957 è stato riscoperto sulle Madonie, ove a tutt’oggi ne risultano presenti una trentina di esemplari;

– la Buglossa Sarda: cresce lungo i litorali sabbiosi della Sardegna del nord e della Corsica meridionale. Si tratta di un fiore minacciato dalla urbanizzazione e dal turismo di massa, col risultato che è, ormai, raro;

– l’Aquilegia di Sardegna: fiore endemico della Sardegna; anch’esso minacciato gravemente dalla estinzione. Fino al 1992 ne esistevano “insediamenti” sul monte Spada, nel Gennargentu e nei pressi di Orgosolo. Nonostante la sua rarità, l’Aquilegia continua a non essere tutelata e sopravvive da anni sul solo monte Spada;

– l’Ibisco litorale: questo fiore, di color rosa-pallido e dall’aspetto vagamente esotico, sopravvive in Veneto ed in Emilia- Romagna ma, in passato, è stato segnalato anche in Toscana, Lazio, Campania, e Puglia. A quanto pare, la ridotta variabilità genetica ne avrebbe compromesso la fertilità e la capacità dispersiva. Ma vi è una buona notizia: l’ibisco litorale non è presente solo in Italia bensì in altri Paesi, per cui la sua situazione desta minore preoccupazione rispetto ad altri fiori che rischiano, invece, di scomparire in toto;

– la Zelkova siciliana: è rimasta sconosciuta alla scienza fino al 1991. Con l’alternarsi di periodi glaciali e interglaciali è scomparsa dall’Europa tranne che a Creta e in Sicilia. Sui monti Iblei ne sopravvivono poche specie, necessariamente adattatasi a vivere alle condizioni climatiche locali.

…Pezzi di natura straordinari, fatti di ancor più straordinari fiori, meravigliose piante e bellissimi alberi che le generazioni future rischiano di non vedere e non conoscere e che l’intera umanità perderà per sempre… Assieme a specie animali che, magari, da quei vegetali hanno ricevuto il necessario nutrimento e, pertanto, ora rischiano, parimenti, di non più sopravvivere…

Specie vegetali e animali a rischio di scomparsa, come lo stesso uomo che, ad onore del vero, fa egli stesso parte di tale specie.

Credit Photo by: Luigi Fauci

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