Nel 2030 la disponibilità di acqua sul Pianeta rischia di diminuire del 40%
Nel 2015 il Rapporto World Water Development dell’ONU ha lanciato un allarme preoccupante: entro il 2030 la disponibilità di acqua nel mondo potrebbe ridursi del 40%, a meno che non vengano adottate misure urgenti
di Giordana Fauci
Nel 2015 il Rapporto World Water Development dell’ONU ha lanciato un allarme preoccupante: entro il 2030 la disponibilità di acqua nel mondo subirà un calo del 40%, a meno che non vengano adottate misure urgenti per proteggere questa risorsa essenziale.
…Un dato che continua a suscitare preoccupazione poiché, nonostante l’allarme, fino ad oggi non sono stati implementati interventi adeguati ad evitare la perdita di quella che è, giustamente, ritenuta “l’oro del Pianeta”.
Secondo lo stesso rapporto, l’agricoltura utilizza il 70% di acqua dolce disponibile, con una percentuale che sale al 90% nei Paesi meno sviluppati. Inoltre, la domanda di acqua da parte dell’industria manifatturiera è destinata ad aumentare del 400% entro il 2050, aggravando ulteriormente la situazione.
Ed anche l’Italia, ovviamente, non è immune dalla crisi.
Il prelievo nazionale di acqua potabile, infatti, secondo i dati Istat, raggiunge i 9,5 miliardi di metri cubi, di cui l’84% proviene da acque sotterranee.
E sebbene l’acqua che arriva nelle nostre case, generalmente, è di “buona qualità”, permangono problematiche significative in merito alla dispersione della risorsa nelle reti di distribuzione, che spesso trasportano anche sostanze nocive come arsenico e fluoro, specialmente in alcune regioni.
Né merita di essere taciuto che la depurazione delle acque rappresenta un’emergenza a livello nazionale, con numerosi casi di inquinamento delle falde, come evidenziato da Legambiente.
Anche il WWF, del resto, ha denunciato il grave degrado dei fiumi alpini, evidenziando che il 90% di quelli presenti nelle Alpi ha perso il proprio stato naturale, proprio a causa dell’inquinamento e della gestione non sostenibile di risorse idriche.
Un ulteriore problema, poi, riguarda lo spreco inutile di acqua, in particolare in grandi città come Roma.
Non a caso, le numerose fontanelle note come “nasoni” continuano a gocciolare acqua in maniera costante, rappresentando uno spreco continuo di questa risorsa preziosa.
Eppure, la soluzione sarebbe semplice: installare rubinetti di chiusura su tutte le fontanelle, riducendone così l’inutile dispersione.
…Tutti noi, dunque, siamo chiamati a contribuire a fermare lo spreco di acqua, soprattutto in un contesto come quello italiano, ove il consumo pro-capite di acqua potabile è di circa 215 litri al giorno, ben oltre la media europea di appena 125 litri.
In effetti, un primo passo verso la sostenibilità potrebbe essere proprio quello di iniziare a risparmiare acqua, evitando, ad esempio, di lasciare aperte proprio le fontanelle delle grandi città.
…Gesti piccoli ma simbolici, per ricordarci che l’acqua è una risorsa limitata e che il nostro impegno è essenziale per garantirne la disponibilità e, invero, la stessa sopravvivenza alle future generazioni.
Credit Photo by: Luigi Fauci







