Il basket femminile: uno sport in espansione
Il basket femminile rappresenta molto più di un semplice sport: è un’occasione di crescita, confronto e inclusione per le giovani atlete e finanche per le famiglie
di Damiana Cicconetti
Il basket femminile rappresenta molto più di un semplice sport: è un’occasione di crescita, confronto ed inclusione per le giovani atlete e finanche per le famiglie.
…Perché giocare a pallacanestro consente di sviluppare competenze fondamentali come disciplina, lavoro di squadra, resilienza e leadership.
Per i genitori, poi, supportare le figlie in tal percorso non rappresenta solo un investimento in ambito sportivo ma anche nella formazione del carattere e nelle aspirazioni future.
In Italia il basket femminile ha ottenuto discreto successo sia in alcune regioni del Nord che in diverse realtà del Sud, con un crescente coinvolgimento di atlete e sostenitori nei campionati locali. Tuttavia, è nel Centro e, in particolar modo, nel Lazio che la visibilità del basket è ancora limitata e la conseguente copertura mediatica alquanto scarsa.
Pertanto, molte società del centro Italia si sono adoperate per avviare programmi di sviluppo giovanile che stanno ottenendo risultati incoraggianti, così dimostrando che esiste un potenziale significativo anche in dette aree.
A Roma ne sono esempio il Club Basket Roma e lo Smit Roma Centro, che si affermano come punti di riferimento per il movimento femminile, partecipando ai campionati regionali con diverse squadre e offrendo opportunità di crescita a centinaia di ragazze.
Vi sono, inoltre, altre realtà che meritano di essere menzionate, quali Stella Azzurra Women e Athena Basket Roma, che stanno investendo risorse nella formazione di nuove leve, altresì puntando a consolidare il proprio settore giovanile al fine di competere a livelli elevati.
Quanto alle province, impossibile non ricordare ulteriori esempi virtuosi: il Club Basket Frascati e il Domus Mulieris Viterbo (Ants Basket) in primis, oltre ad altre società meno conosciute ma a dir poco attive, impegnate a dimostrare come il basket femminile possa prosperare anche al di fuori dei grandi centri urbani, fungendo da importante presidio di socialità e formazione per le nuove generazioni.
Lo dimostrano il Club Bull Basket Latina, il Jungle Team Palestrina ed il Virtus Aprilia, che si distinguono per il costante impegno nel lavorare con le atlete, creando forti legami tra sport, scuola e territorio. Perché sostenere il basket femminile del Lazio non significa solo rafforzare il settore sportivo ma, soprattutto, dare voce e opportunità a molte ragazze desiderose di esprimere il proprio talento, attraverso la collaborazioni con scuole, istituzioni e società sportive.
…Collaborazioni oltremodo cruciali per promuovere la pallacanestro tra i più giovani.
Non a caso, l’iniziativa “Her World, Her Rules” – sostenuta dalla Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) fino alla fine del 2026 – mira a favorire proprio la partecipazione delle ragazze attraverso eventi, incontri e attività didattiche che evidenziano i valori e le opportunità offerte dal basket femminile, per avvicinarle progressivamente a tale sport.
…Progetti che non si limitano all’insegnamento dei fondamentali tecnici ma contribuiscono anche a sviluppare competenze relazionali e spirito di squadra, essenziali per affrontare le sfide. Invero sia sul campo che nella vita quotidiana.
Così in molte città del Lazio le collaborazioni con i club locali hanno già portato ad una crescita significativa del numero di studentesse coinvolte, dimostrando come la pallacanestro possa divenire motore di inclusione e cittadinanza attiva anche nei contesti scolastici.
Pertanto l’iniziativa “We Want to Play”, organizzata lo scorso 8 marzo e tenutasi in tutte le regioni italiane, si è rivelata un evento interamente dedicato al Minibasket femminile.
…Un evento che ha suddiviso le giovani atlete in due grandi squadre, contraddistinte dai colori della Nazionale (bianco e azzurro).
…Un’occasione in cui le giovani atlete si sono sfidate in mini-partite, con un punteggio complessivo che è confluito in un unico maxi-risultato finale.
…Un’iniziativa in cui le Bianche vs Azzurre hanno, infine, raccolto i risultati di tutta Italia in un tabellone unico.
Dunque, oltre l’aspetto sportivo, l’obiettivo principale dell’evento è consistito nell’evidenziare il ruolo delle donne nei vari ambiti della comunità – culturale, sociale e sportivo – così offrendo un momento di confronto e celebrazione.
Ecco perché l’appuntamento We Want to Play che si è tenuto a Roma, nel Palazzetto dello Sport, ha rappresentato un’occasione unica per la pallacanestro e per il riconoscimento del talento femminile.
Ma al di là di questo, non si può non mettere in luce una ulteriore rilevante verità: nonostante i progressi, il basket femminile deve affrontare ancora molte criticità. Perché in molte aree periferiche il numero di squadre femminili è limitato, costringendo atlete e famiglie a lunghi spostamenti per partecipare ad allenamenti e partite, con costi e impegni di tempo a dir poco considerevoli.
Senza considerare che non è raro che le società offrano esclusivamente divisioni maschili in più categorie; mentre per le ragazze – sempre che siano fortunate – si riesce a formare solo un’unica divisione.
E a tanti e tali squilibri va, poi, aggiunta la scarsa visibilità del basket femminile rispetto a quello maschile, complicando ulteriormente la ricerca di sponsor e sostegni economici. Perché le società, spesso a corto di fondi, faticano a coprire spese per trasferte, affitti di palestre e materiale tecnico, mettendo in discussione la continuità dei progetti formativi.
…Una situazione che, a ben riflettere, evidenzia pregiudizi ancora radicati. Perché la pallacanestro, in quanto sport di contatto, è spesso considerata “troppo fisica” e, quindi, meno adatta alle ragazze rispetto ad altre discipline ritenute più “femminili”.
E, sebbene tali stereotipi siano ormai superati dalla realtà, è necessario un impegno vero e costante, sia mediatico che istituzionale, per valorizzare il talento e la passione delle atlete, al fine di sostenere concretamente la crescita del basket femminile.
Incrementare l’attenzione verso tale sport, quindi, è – e resta – fondamentale per garantire alle atlete pari opportunità e per valorizzare il loro potenziale.
Gli stessi sponsor, del resto, avrebbero l’opportunità di associare il proprio brand a valori positivi come impegno sociale, uguaglianza di genere, determinazione e valorizzazione del talento.
Necessario è, quindi, uno sforzo collettivo.
…Perché, in uno sport in cui la collaborazione è fondamentale sia dentro che fuori dal campo e ove le famiglie sono già attivamente coinvolte in allenamenti e trasferte, è lecito sperare che istituzioni, aziende e scuole possano unirsi.
…Perché il basket femminile è una risorsa preziosa, capace di generare entusiasmo, spirito di appartenenza e fiducia nelle proprie capacità. Dunque, ogni piccola iniziativa – dalla sponsorizzazione di un torneo al semplice passaparola – può fare la differenza.
Non a caso, le radici di questo sport risalgono alla fine del XIX secolo, quando l’insegnante Senda Berenson introdusse la pallacanestro alle studentesse dello Smith College negli Stati Uniti, così permettendo che il basket divenisse una disciplina ufficiale riconosciuta dalla FIBA.
Né è un caso che, in Italia, il primo campionato femminile si sia svolto fin dai primi decenni del Novecento e, da allora, sempre più società sportive hanno deciso di “aprire le porte” alle donne, contribuendo ad una notevole crescita del numero di atlete, al punto che nel 1921 è stata istituita la Federazione Italiana Pallacanestro (FIP), che regolamenta e disciplina ancor oggi tutte le attività legate al basket femminile: dai campionati professionistici alle categorie giovanili e amatoriali, assicurando l’organizzazione delle competizioni, oltre la formazione degli allenatori e la diffusione del gioco su tutto il territorio nazionale.
…Notevoli progressi, dunque, ottenuti a gran fatica ma che, in ogni caso, lasciano intravedere una realtà fin troppo evidente: per rendere il basket femminile italiano praticabile al pari di quello maschile molto e, anzi, moltissimo resta ancora da fare.







