“Trittico Contemporaneo”: un’Opera unica e innovativa grazie a Philippe Kratz, Vittoria Girelli e Francesco Annarumma
Il Teatro dell’Opera di Roma ha ospitato un evento straordinario presso “La Nuvola”: il “Trittico Contemporaneo”, un’Opera che ha permesso di godere appieno di uno spettacolo di “Danza Innovativa”
di Damiana Cicconetti
Il Teatro dell’Opera di Roma ha ospitato un evento imperdibile nel panorama della danza contemporanea: il “Trittico Contemporaneo”, tenutosi il 2, 4 e 5 marzo presso “La Nuvola”, luogo emblematico per la cultura e l’arte della Capitale.
…Un appuntamento fortemente voluto dalla Direttrice del Corpo di Ballo Eleonora Abbagnato, che si è sempre adoperata per portare sul palco nuove esperimentazioni coreografiche, così coinvolgendo il pubblico in una riflessione sulla danza del nostro tempo.
L’evoluzione del “Trittico Contemporaneo”, in particolar modo, si è rivelata oltremodo ricca e suggestiva, con un programma che ha ricompreso ben tre creazioni originali: “S” di Philippe Kratz; “In Esisto” di Vittoria Girelli e “Creature” di Francesco Annarumma, in una formazione che ha coinvolto ètoiles, primi ballerini, solisti, nonché l’intero corpo di ballo dell’Opera di Roma.
Pertanto, ad apertura della serata, vi è stata l’esibizione “S” di Philippe Kratz, coreografo tedesco noto per il suo approccio fisico e intenso.
“S” è un balletto di cinque danzatori, con ispirazione dal mito di Sisifo: figura condannata a spingere un masso in cima ad una montagna solo ed unicamente per vederlo rotolare giù ogni volta.
Kratz, attraverso tale figura mitologica, ha esplorato il tema della progressiva sostituzione dell’essere umano con la macchina.
Dunque, una riflessione sull’invasività della tecnologia nelle nostre vite quotidiane.
E, in effetti, la coreografia, quasi estenuante per i ballerini, si è concentrata su movimenti che hanno imitato il funzionamento degli automi, evocando la tristezza di un’esistenza ove la tecnologia pare sostituirsi all’uomo.
Simone Agrò, uno dei protagonisti, non ha potuto fare a meno di sottolineare come *S* sia un balletto che richiede grande fisicità e intimità fra i danzatori.
Non a caso, l’atmosfera rarefatta della performance, enfatizzata dalla musica del Soundwalk Collective, dalle scenografie di Denis Rubinić e dalle luci di Valerio Tiberi, ha messo in evidenza la tensione tra uomo e macchina, sollecitando il pubblico a riflettere su come la tecnologia possa essere utile ma non possa mai sostituire la profondità dell’esperienza umana.
Il cuore dello spettacolo è stato, poi, animato da “Creature” di Francesco Annarumma, una nuova creazione e, invero, un debutto assoluto in cui il coreografo napoletano ha scelto come colonna sonora la *Sonata n.1: The 12th Room” di Ezio Bosso, opera che esprime profonda emozione e complessità.
“Creature” è, infatti, una riflessione sul concetto di libertà e sull’evoluzione interiore: con ben 16 danzatori sul palco, tra cui étoiles del calibro di Alessandra Amato e Susanna Salvi, nonché prime ballerine come Federica Maine e Marianna Suriano.
Il balletto ha così esplorato la trasformazione dei protagonisti da esseri prigionieri a creature libere, simili ad uccelli che riescono a vedere la luce e a donarla al pubblico.
La coreografia, intrisa di neoclassico-contemporaneo, ha trasmesso leggerezza ma, prima ancora, emozioni, oltre alla bellezza delle relazioni umane, attraverso un linguaggio stilisticamente raffinato e rigoroso.
A chiudere il trittico “In Esisto” di Vittoria Girelli, giovane coreografa italiana al debutto con l’Opera di Roma e che, invero, ha già lasciato il segno in Germania.
Girelli si è ispirata al movimento artistico degli anni Sessanta “Light and Space”, nonché alle dinamiche tra luce, forme geometriche e percezione visiva.
La coreografia ha esplorato la relazione tra i danzatori e lo spazio, con un’attenzione particolare alla musica di Davidson Jaconello; con la collaborazione di A.J. Wiessbard per luci e scene.
“In Esisto” si è dimostrato un lavoro corale che ha espresso totale sintonia e condivisione tra i ballerini, il cui corpo ha saputo tramutarsi in una continua evoluzione.
Girelli ha, perciò, spiegato che “l’intento era creare uno spazio primordiale, ove il movimento dei danzatori e la musica si fondessero, così avvolgendo lo spettatore in una nuova realtà sensoriale…”.
…Intento perfettamente riuscito, invero per l’intero spettacolo, che non meritava di andar perduto.
Perché il “Trittico Contemporaneo” de “La Nuvola” non ha rappresentato solo un evento (in ogni caso, meraviglioso), bensì un’esperienza unica che è ha, inevitabilmente, stimolato riflessioni sulle sfide e sulle trasformazioni del nostro tempo, grazie al corpo, alla musica e alla luce, così consentendo la scoperta di nuovi orizzonti artistici, attraverso una danza a dir poco innovativa.
Credit Photo by: Roman Novitzky







