8 marzo: la Giornata Mondiale che celebra i Diritti delle Donne e la Pace Internazionale
L’8 marzo 2025 i pensieri di ognuno non potranno non essere rivolti al desiderio di Pace per tutti ma, in particolar modo, per le donne e i bambini dei Paesi in guerra
di Giordana Fauci
Nel 1975 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha riconosciuto la Giornata Internazionale della Festa delle Donne: una data che si celebra in occasione dell’8 marzo in ogni Paese del mondo.
Le origini della Festa risalgono al 1910, quando si decise di proclamare un giorno per celebrare, oltre i Diritti delle Donne, la Pace Internazionale.
…Temi oltremodo attuali, visti i tempi che stiamo vivendo.
In effetti, l’8 marzo i pensieri di ognuno non potranno non essere rivolti al desiderio di Pace per tutti ma, in particolar modo, per le donne e i bambini dei Paesi in guerra.
Perché l’essere umano, al di là del trascorrere degli anni, non impara evidentemente alcunché dagli errori commessi nel passato, visto che analoghe vicende accadevano fin dal 1910, quando si decise di commemorare la morte di molte donne uccise nel 1908, mentre protestavano pacificamente contro le intollerabili condizioni di lavoro a cui erano sottoposte: donne che facevano parte del Garment Workers Union di New York.
…Donne che, come quelle di oggi, meritano di essere ricordate in occasione della loro Festa che, invero, avrebbe dovuto insegnare qualcosa ad ognuno, non certo rimanere tale solo sulla carta.
Impossibile, pertanto, restare indifferenti all’idea che le donne più fortunate troveranno, oggi, rifugio nel nostro Paese o altrove, dopo aver lasciato i mariti, i compagni, i fidanzati, oltre agli affetti e ai valori più cari e, ovviamente, le loro case, nel tentativo di avere salva la vita, loro e dei loro figli.
Inaccettabile il pensiero di altre donne che, di contro, hanno deciso di rimanere nella loro Patria per difenderla, al fianco dei loro uomini: donne che nulla sanno della guerra. Finanche anziane che, proprio di recente, hanno armeggiato maldestramente armi e fucili mai visti prima.
Intollerabile l’idea che altre donne ancora continuino a lasciare i Paesi che le hanno ospitate per anni ed in cui hanno lavorato per tornare nuovamente in Patria, non volendo abbandonare i loro fratelli e sorelle in momenti tanto difficili.
…Donne pronte a combattere contro il nemico invasore, in nome della libertà e della democrazia.
…Donne vittime di cotante stragi e barbarie, assieme ai figli, perché ogni guerra, al di là dei morti certi, non può non cagionare traumi gravissimi. Persino ai più fortunati: i poveri sopravvissuti!
Sopravvissuti che, ad onore del vero, sia che si tratti di donne, come pure di uomini, giovani o meno, ovvero madri a tempo pieno oppure lavoratrici in carriera, sono esseri umani che per sempre rimarranno indelebilmente segnati da cotanti eventi.
A non tralasciare “altre storie”, che riguardano ulteriori povere donne: quelle rimaste vittime di sfruttamento sessuale, di maltrattamenti in famiglia, nonché in ambito lavorativo.
…Donne che avevano creduto di trovare migliori condizioni di vita una volta giunte in Italia, ma, invero, non solo e che, poi, sono finite in terrificanti giri di sfruttamento e prostituzione.
Senza dimenticare le badanti sottopagate e le collaboratrici al servizio di famiglie che, secondo un rapporto realizzato dal Ministero del Lavoro, sono passate da poco più di 1 milione nell’anno 2001 a ben 3 milioni nel 2020 solamente nel Bel Paese.
Perché non vi è dubbio che, nell’ultimo decennio, l’area dei servizi di cura e assistenza per le famiglie ha rappresentato in Italia un grande bacino occupazionale.
Si stima, oltretutto, che, mantenendo stabile il tasso di utilizzo dei servizi da parte delle famiglie, il numero delle collaborazioni per assistenza agli anziani o a persone non auto-sufficienti, come pure di baby-sitter sia destinato ad aumentare ancor di più, arrivando a raggiungere ben 2 milioni 151 mila collaboratrici nell’anno 2030, di cui, per l’appunto, molte provenienti proprio da Paesi in guerra quali l’Ucraina.
…E pensare che proprio in Ucraina la Festa della Donna è una delle più importanti Feste Nazionali che si è soliti festeggiare con fiori e regali donati dagli uomini alle donne, a dimostrazione dell’amore e dell’apprezzamento nei loro confronti!
…E pensare che quelle stesse donne, oltre a non ricevere fiori né alcun’altra manifestazione di affetto, si ritroveranno anche quest’anno a trascorrere la loro Festa sotto i bombardamenti!
Ecco perché l’8 marzo è doveroso essere vicini a tutte le donne in difficoltà e, in particolar modo, alle donne e madri che sono in ansia per le proprie famiglie, per i propri figli e per la drammatica situazione conflittuale che sta vivendo il loro Paese.
Graphic created by: Germano Fauci







