Eccezionale trionfo per i carri di Viareggio anche per il Carnevale 2025
La prima sfilata dei carri di Viareggio risale al 1873 ma, a tutt’oggi, la bella località balneare toscana continua ad attirare turisti provenienti da ogni parte del mondo per assistere al famoso Carnevale
di Giordana Fauci
Eccezionale trionfo per gli storici carri di Viareggio anche per il Carnevale 2025, appena conclusosi.
Una festa che riscuote successo fin dall’anno 1873, quando si è svolta la prima sfilata dei carri.
Ancor oggi, infatti, la bella località balneare toscana continua ad attirare un gran numero di turisti, provenienti da ogni parte del mondo appositamente per assistere al famoso Carnevale.
La storia dell’evento affonda le radici al 25 febbraio 1873: un lontanissimo Martedì Grasso in cui ha avuto luogo la prima sfilata di carrozze decorate nel cuore della città vecchia di Viareggio, lungo la Via Regia.
Ed è l’Archivio Storico di Lucca a conservare il “Manifesto de La Società di Carnevale”, datato 8 febbraio 1873, a testimonianza del programma dettagliato già di quella prima festa.
Così, dal 1873 Viareggio è divenuta meta ambita per turisti di tutto il mondo, desiderosi di assistere alle spettacolari sfilate di carri che caratterizzano il periodo del Carnevale.
Perché, col passare degli anni, la festa si è talmente evoluta da divenire uno degli eventi più straordinari del mondo intero.
Perché la fama delle sfilate è cresciuta di pari passo con l’aumento delle dimensioni e della complessità dei carri allegorici: veri e propri monumenti creati da talentuosi scultori locali nei cantieri navali della Darsena.
I carri, infatti, erano inizialmente realizzati in legno e juta; poi, dal 1925, sono stati costruiti utilizzando tonnellate di fogli di giornale, impastati con una colla semplice e naturale, fatta di acqua e farina.
Pertanto, ancor oggi la cartapesta – anche denominata carta a calco –, è materia prima principale per la realizzazione di queste festose macchine.
Perché è proprio grazie all’uso della cartapesta che i Maestri costruttori viareggini danno vita alle loro opere d’arte.
Un settore che coinvolge ben 25 ditte artigiane ed oltre mille dipendenti, molti dei quali figli d’arte, che hanno ereditato da genitori e nonni i segreti di un mestiere unico al mondo.
La cartapesta, non a caso, è stata inventata proprio nell’anno 1925 dal pittore e costruttore viareggino Antonio D’Arliano, che ha permesso la creazione di opere sempre più grandi ma, al contempo, leggere.
Dunque, modelli in creta, calchi in gesso, carta da giornale e colla a base di acqua e farina sono gli ingredienti del più grande spettacolo del suo genere.
Uno spettacolo che, del resto, si basa proprio sulla filosofia del recupero e del riciclo, grazie ad una tecnica manuale assolutamente unica.
Così i carri, alti 20 metri e larghi 12, stupiscono il pubblico coi loro straordinari effetti coreografici.
Perché è l’impatto scenografico, unito alla cura nella modellatura e nella colorazione, oltre che alla musica e all’energia dei figuranti a bordo – accompagnati da movimenti che sfidano le leggi della fisica – a rendere cotanti carri spettacolari e inimitabili.
E sebbene eventi simili siano in seguito sorti anche in altri luoghi d’Italia, quali Ronciglione e, prima ancora, Venezia; o finanche nel resto del mondo, ad esempio in Paesi come la Francia e, più precisamente, a Nizza, nessuno può ancor oggi eguagliare la grandezza del Carnevale di Viareggio.
Né merita di essere dimenticato che la particolare tecnica usata dagli artisti viareggini si applica anche ad altri ambiti, quali la scenografia e l’arredamento ed è, oltretutto, facilmente utilizzata nelle scuole – dalle materne alle superiori – come forma di linguaggio espressivo autonomo.
Una tecnica che consente di unire differenti temi: dall’ideazione dei soggetti alla struttura portante; dalla modellatura in creta alla formatura in gesso; dall’applicazione della carta alla colorazione.
E, a ben riflettere, in una società sempre più digitalizzata qual è la nostra, la tecnica della cartapesta non può non valorizzare la creatività, altresì promuovendo l’operatività manuale, oltre ad insegnare l’uso e il recupero di materiali “usa e getta”, finanche per la realizzazione di meravigliose opere d’arte, quali sono gli storici carri carnascialeschi viareggini.
Opere d’arte che è, oltretutto, possibile ammirare in un contesto incantevole: mentre sfilano lungo il Viale a mare di Viareggio, comunicando, con le loro immagini grottesche, messaggi di sorrisi e buonumore anche quando affrontano temi politici con toni satirici, quali quello che ha caratterizzato l’attuale Carnevale, appena conclusosi.
…Una festa in cui ci si è preoccupati di sensibilizzare la “diplomazia” ad andare avanti per consentire un “cessate il fuoco”, con un chiaro messaggio pacifista che, storicamente, la città di Viareggio rappresenta da sempre, soprattutto – ma non solo – durante il Carnevale.
Non a caso, sono proprio il buonumore e i sorrisi ad aver rappresentato la nota festa viareggina anche per il Carnevale 2025; pur senza, ovviamente, dimenticare le meravigliose creazioni realizzate dai valenti Artigiani-Artisti.
Realizzazioni che, già a partire da oggi, esattamente un giorno dopo la conclusione del Carnevale, gli abili Artisti-Artigiani si apprestano, con dedizione, a creare per il prossimo anno.
…Opere d’arte che rappresentano il vero ed unico motivo per cui il Carnevale di Viareggio è ancor oggi un evento tanto grandioso, oltre che ricco di arte, tradizione, spettacolo e cultura.
Uno spettacolo che ha affascinato il pubblico e che è perdurato per un intero mese tra feste rionali e private, diurne e notturne; mentre i mastodontici carri sono rimasti i protagonisti indiscussi, circondati da veglioni in maschera e dal susseguirsi di rassegne di ogni genere.
Un sogno che ha coinvolto bambini e finanche adulti soprattutto Martedì Grasso, giorno conclusivo della festa.
Una festa ancor più spettacolare di quella che ha aperto il Carnevale lo scorso 27 febbraio.
…Un Carnevale, quello di Viareggio, che, indubbiamente, non potrà non continuare a stupire ancora.
Credit Photo by: Damiana Cicconetti







