Il Capodanno Cinese di Roma: tra parate, spettacoli, danze e degustazioni di piatti tipici

Il Capodanno Cinese di Roma: tra parate, spettacoli, danze e degustazioni di piatti tipici

La Comunità Cinese di Roma conclude la “Festa di Primavera”, meglio nota come Capodanno Cinese, così celebrando l’arrivo del nuovo anno, dedicato al “Serpente di Legno”, simbolo di saggezza e trasformazione 

di Giordana Fauci

Oggi, 12 febbraio, la Comunità Cinese della Capitale conclude la  “Festa di Primavera”, meglio nota come Capodanno Cinese, così celebrando l’arrivo del nuovo anno, dedicato al “Serpente di Legno”, simbolo di saggezza e trasformazione.

Pertanto, dopo l’anno del Dragone, il 29 gennaio 2025 la Cina ha iniziato, a Roma, la Festa del Capodanno, protrattasi per due settimane: tra parate, spettacoli, danze e degustazioni di piatti tipici, non solo presso i Giardini di Nicola Calipari di Piazza Vittorio, ove ormai da tre anni si svolge la prestigiosa celebrazione nel quartiere Esquilino – in cui, non a caso, risiede la comunità più popolosa della Cina – ma finanche presso le Biblioteche Enzo Tortora e Nelson Mandela.

Così nei giorni 7, 8 e 9 febbraio si sono susseguiti straordinari spettacoli culturali con le caratteristiche lanterne, le parate di draghi, le luci magiche, le danze tradizionali, tra cui il Ballo del Leone; senza dimenticare le degustazioni dei piatti tipici, invero tanto prelibati quanto graditi.

All’inaugurazione della Festa è stato presente Jia Guide, Ambasciatore della Cina in Italia, che, presso Villa Miani, il 23 gennaio scorso ha spiegato il significato di questo nuovo anno: “Dedicato al Serpente di Legno, perché il legno è un elemento vivo e che, perciò, cambia forma di continuo. Proprio come l’anno appena iniziato e che, ci si augura, possa essere di trasformazione e crescita… Del resto, lo stesso serpente simboleggia saggezza, riflessione, adattabilità. Quindi, trasformazione ed inevitabile evoluzione…”. 

Una speranza che si augura ad ognuno!

Non a caso, a celebrare la Festa della Primavera sono stati presenti, oltre a Cinesi, finanche Italiani ma, invero, non solo.

La Comunità Cinese, infatti, è perfettamente integrata in Italia, oramai da moltissimi anni, al punto da conoscerne perfettamente finanche le usanze culinarie.

Usanze che, proprio nei giorni dedicati al Capodanno Cinese, ha spiegato la giovane Giorgia Chen, una donna originaria della Cina ma cresciuta in Italia, ove si è stabilita con il marito ed in cui è nato finanche suo figlio, oggi quattordicenne.

…Una donna che, pur viaggiando ed assaporando culture diverse, che hanno contribuito ad impreziosire la sua cucina, ha sapientemente introdotto a Roma l’essenza di China Town nel suo curatissimo locale, presso De Zhuang, unico col suo “Hot Pot”.

Una donna che spiega i suoi piatti e le tradizioni cinesi con amore ad ogni commensale.  

Giorgia Chen ha in effetti spiegato che “il Capodanno Cinese è una festa importante dedicata alla famiglia, con la quale si condivide la giornata ma finanche il cibo, tra piatti rigorosamente a base di riso… Elemento presente negli stessi dolci e che si ritiene portatore di prosperità, salute e gioia…”.

E, in proposito, la giovane Giorgia ha raccontato soprattutto le tradizioni dell’Hot-Pot Cinese che, letteralmente, indica “una pentola bollente nella quale l’intera famiglia condivide il cibo, da cucinare rigorosamente tutti insieme, in un momento di piena socialità, assaporando piatti genuini e saporiti ma, al contempo, indubbiamente salutari…”.

L’Hot Pot, del resto, è una portata della storia millenaria sempre più diffusa anche in Occidente, spiega ancora Giorgia: “Una cucina antichissima e che, però, è ancor oggi molto diffusa, visto che offre cibo genuino a base di carne o pesce e che, in ogni caso, è in grado di soddisfare ogni tipo di gusto e preferenza…”.

Una cucina che in passato offriva la possibilità di condividere il momento del pasto in piena armonia: soprattutto alle famiglie cinesi povere di un tempo, in anni oramai lontanissimi e ben diversi da quelli di oggi. Anni in cui si mangiava da un’unica pentola calda che, all’occorrenza, era utilizzata finanche per scaldarsi. Famiglie che, così, condividevano i pasti in modo semplice. 

Una cucina che, quindi, ha sempre offerto e continuerà ad offrire la possibilità di condividere il momento del pasto in pieno relax, tanto più in occasione di Feste importanti quali il Capodanno Cinese, pur senza dimenticare altre occasioni come, ad esempio, la Festa degli Innamorati, oramai prossima.  

Giorgia Chen, inoltre, non ha potuto non ricordare il bellissimo spettacolo tenutosi proprio nel suo locale nei giorni di Capodanno: la nota “Festa dei Mille Volti”, uno spettacolo tradizionale cinese tenuto da artisti vestiti con abiti di scena sgargianti e che hanno l’abilità di cambiare maschera in un battibaleno, come si trattasse di una magia.

Giorgia Chen ha, da ultimo, rammentato quanto la cultura cinese sia colma di simboli: il maialino d’oro in primis, ritenuto “porta fortuna per eccellenza…”; a non dimenticare il panda, presente in un box con cui è servito un piatto a base di pesce e, ancora, le lanterne rosse, di cui è colmo il suo locale.

Grazie a Giorgia Chen si è, perciò, entrati nell’animo del Capodanno Cinese, comprendendo appieno il significato di una Festa che, al di là di differenti tradizioni e particolarità culinarie, non è poi così diversa dal Capodanno Occidentale.

Perché il Capodanno Cinese è “una Festa da vivere in famiglia ed al fianco di amici, tra momenti di convivialità simili a quelli in uso in Italia e, invero, nel mondo intero, nella speranza di un cambiamento e, anzi, di una crescita per ognuno…”: con queste parole ha concluso la sua emozionante intervista Giorgia Chen. 

…Parole che non possono non suscitare profonde riflessioni: soprattutto oggi. 

…Pensieri che rammentano l’importanza dei valori veri.

…Valori intramontabili, perché tali non potranno non restare per sempre, indipendentemente dal luogo di nascita, ovvero dal Continente di provenienza.  

Credit Photo by: Giordana Fauci

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