Carlo Verdone: “Il colore del silenzio” tra nuvole e introspezione
La mostra fotografica del celebre attore e regista, in esposizione all’Auditorium Parco della Musica, svela il suo sguardo intimo e contemplativo sulla natura e sul cielo
di Giordana Fauci
Carlo Verdone, uno dei volti più amati del cinema italiano, si presenta all’Auditorium Parco della Musica di Roma con una nuova e affascinante dimensione artistica: la fotografia.
La sua mostra, “Il colore del silenzio“, inaugurata nel dicembre 2024 ed aperta fino al 2 marzo 2025, offre un’opportunità unica di esplorare la sua passione personale, lontana dal frastuono delle riprese cinematografiche.
Verdone celebra un viaggio attraverso le immagini che ritraggono nuvole, albe e tramonti, descritti dall’autore stesso come “preghiere senza parole…”.

I suoi scatti non sono meri paesaggi bensì riflessi profondi dell’anima: un’introspezione in un mondo silenzioso e contemplativo, in netto contrasto con la vivacità dei set cinematografici.
La mostra, curata da Elisabetta Sgarbi, si sviluppa come un racconto visivo che esplora la bellezza e la cupezza del cielo, ispirandosi all’arte di maestri come Tiepolo, Monet, Turner e Constable, nonché alle composizioni musicali di Brian Eno e Philip Glass.

Ogni fotografia diventa un tassello della sua autobiografia musicale, capace di evocare stati d’animo reconditi attraverso la luce e le forme della natura.
“Chi si fosse illuso di vedere ‘solo’ paesaggi, potrà sorprendersi nel constatare che Carlo Verdone sta raccontando i suoi stati d’animo più intimi…“, afferma Elisabetta Sgarbi, descrivendo le immagini come una galleria di “preludi, fantasie e impromptu…”.
Verdone stesso rivela che la sua passione per la fotografia è nata come una fuga liberatoria dal lavoro: “Cerco quotidianamente il silenzio. Quando fotografo sono da solo e sono attimi di grande rilassamento…”.
Le oltre quaranta immagini in mostra parlano di Roma e della Sabina, luoghi che Verdone considera la sua casa e che. al contempo, rivelano la forza e la dolcezza della natura.

Ogni fotografia è un invito a contemplare e a meravigliarsi di fronte alla bellezza invisibile che ci circonda: un messaggio che l’artista desidera trasmettere al pubblico.

In un’epoca in cui il mondo è saturo di rumori e distrazioni “Il colore del silenzio” si propone come un antidoto, un’opportunità per riconnettersi con la propria interiorità ed apprezzare il mondo naturale.
Verdone, con la sua dolcezza malinconica e il suo sguardo contemplativo, invita a scoprire un lato inedito di sé, lontano dai riflettori e dalle battute fulminanti che lo hanno reso così celebre.
“Questo non è Cinema. Questo sono io…“, conclude, lasciando un’impronta indelebile nella memoria di chi ha avuto la fortuna di ammirare cotante opere.
…Un volto inedito del grande artista che così confida: “Finalmente, attraverso la fotografia, posso riappropriarmi della mia vera indole: contemplativa, malinconica e spesso solitaria…”.
Credit Photo by: Luigi Fauci







