L’illegale commercio dei cuccioli: un traffico vergognoso
In Europa sono oltre 46 mila i cuccioli vittime di aberranti commerci ad opera di delinquenti senza scrupolo: trafficanti unicamente preoccupati di guadagnare il più possibile ma del tutto privi di cura per quei poveri esseri viventi
di Giordana Fauci
L’illegale commercio dei cuccioli rappresenta un business internazionale che, da ormai molti anni è – e continua a rimanere – in mano a trafficanti privi di scrupoli, visto che solamente in Europa risultano essere più di 46.000 i cuccioli provenienti dai Paesi dell’Est Europa in modo illecito.
…Povere creature indifese, vittime di un aberrante e vergognoso commercio.
…Esseri viventi costretti a viaggiare per molte ore o, addirittura, per più giorni, a poche settimane dalla nascita, stipati in cartoni maleodoranti e inadatti ad ospitarli, tanto più per viaggi così estenuanti e, oltretutto, senza alcuna autorizzazione né certificazione medica.
Né può essere dimenticato che i numeri, in realtà, sono ancor più elevati, considerato che non tutti i cuccioli vengono intercettati e, perciò, salvati dalle Forze dell’Ordine.
Le sedi di queste orrende fabbriche di cuccioli si trovano in Ungheria, Slovacchia, Serbia, Repubblica Ceca e Polonia.
…Perché è proprio nei suddetti Paesi che i poveri cuccioli crescono stipati all’interno di gabbie anguste e sporche, nascoste in cortili chiusi assieme a madri da cui saranno presto separati.
…Madri che trascorrono la vita impegnate tra una cucciolata e l’altra, senza alcuna via di scampo, se non quando non saranno più utili a procreare e, inevitabilmente, verranno soppresse per evitare di essere nutrite, così generando spese “inutili…”.
Da indagini eseguite di recente è emerso che un trafficante, per la vendita di 20 cuccioli, mette in tasca ben 5 mila Euro… Cifra che verrà utilizzata per portare avanti questi vergognosi traffici, così guadagnando sempre più, senza minimamente preoccuparsi che quei poveri esserini, illegalmente acquistati, andranno incontro a gravi problemi di salute e, spesso, finanche alla morte, essendo stati privati del latte materno, oltre a non essere stati sottoposti alle dovute vaccinazioni e ai controlli necessari per garantire una sana crescita.
E non è, di certo, un caso che proprio nei Paesi dell’Est continuino ad operare organizzazioni in grado di offrire cucciolate in qualsiasi momento dell’anno. Perché la richiesta non è poca e le conseguenti offerte non possono di certo diminuire.
I Paesi di destinazione sono soprattutto Germania, Francia, Austria, Spagna, Belgio, Gran Bretagna e, purtroppo, anche Italia.
…Acquirenti che alimentano tale traffico, ignorando che spesso i rivenditori rivestono la figura di “intermediari” di cotanti traffici.
Né è possibile sottovalutare un altro allarmante dato: le vendite molto spesso avvengono tramite portali on line che pubblicizzano annunci economici. E, non a caso, risultano ben 2,4 milioni i cani venduti on line.
…Numeri spaventosi, per traffici vergognosi portati aventi non da professionisti ed allevatori seri, bensì da disumani trafficanti che si pongono un unico obiettivo: guadagnare il più possibile.
…Commerci che trovano origine all’interno di fabbriche dell’orrore, in cui operano reti organizzate di pseudo-allevatori, che si occupano di immettere sul mercato cuccioli di diverse razze, come si trattasse di merci ed oggetti qualsiasi.
…Commerci illegali e, invero, reati gravissimi, perché il traffico di cuccioli contravviene non poche leggi.
Basti considerare che:
- Ai sensi delle norme sanitarie che prevedono l’obbligo di vaccinazione anti-rabbica, i cuccioli possono entrare in Europa dalla 15° settimana di vita;
- Tutti i cani devono essere dotati di un microchip e di un libretto sanitario valido e completato correttamente;
- Nella maggior parte dei Paesi dell’UE chi si occupa del commercio e dell’allevamento di cani deve disporre di relativa autorizzazione;
- In Europa chi importa cani dall’estero può rivenderli solo se è in possesso della relativa autorizzazione, ai sensi delle disposizioni di legge sulla protezione degli animali;
- Il trasporto e l’assistenza sanitaria devono essere in linea con i requisiti minimi richiesti per legge;
- I cuccioli possono essere separati dalla madre solo a partire dalla ottava settimana di vita;
- Da ultimo, è necessario che la vendita assolva sempre agli obblighi fiscali, come avviene per qualsiasi altra transazione economica.
…Norme indispensabili, considerato che si tratta di esseri viventi, non certo di prodotti qualsiasi e per i quali sono, in ogni caso, necessari controlli ed obblighi.
E, non è un caso che le sanzioni per il commercio illegale di cuccioli sono statuite in ogni Paese: nessuno escluso, seppur con lievi differenze. Anche se vi è da aggiungere che, nella maggior parte dei casi, si tratta di sole multe.
Una fortuna, dunque, che l’Italia abbia previsto, attraverso la Legge 4 novembre 2010 n. 201, entrata in vigore il 4 dicembre 2010, l’introduzione di una nuova fattispecie di reato per il traffico di animali da compagnia, ovvero “per attività svolte al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, reiteratamente o attraverso attività organizzate, che hanno per oggetto l’introduzione nel territorio nazionale di animali da compagnia, privi di sistemi per l’identificazione individuale e delle necessarie certificazioni sanitarie; nonché di quelli non muniti, ove richiesto, di passaporto individuale…”.
Un reato che prevede la “reclusione da tre mesi a un anno, oltre a sanzioni dai 3.000,00 ai 15.000,00 Euro…”.
Ma, del resto, al di là dell’inasprimento di pene, non si può non sottolineare che un metodo per evitare di alimentare un traffico tanto terrificante già esiste: sarebbe sufficiente non rafforzare la domanda, rivolgendosi solo ed esclusivamente a rivenditori autorizzati e ad allevatori professionisti; o, ancor meglio, ad organizzazioni per la protezione degli animali abbandonati che risiedono in canili o gattili, in attesa di essere adottati.
…Solo in tal modo sarà possibile arrestare un commercio tanto vergognoso.
Credit Photo by: Germano Fauci







