ll lato positivo dello stress: un’opportunità di crescita sul luogo di lavoro
“Possiamo considerare lo stress come alleato o nemico…”, con queste parole la psicologa Kelly McGonigal invita a riflettere sulla natura dello stress
di Damiana Cicconetti
Le dinamiche lavorative mettono spesso a dura prova la salute mentale e fisica dei lavoratori, generando fenomeni come lo stress e il burnout, invero sempre più diffusi.
Lo stress è una risposta fisiologica naturale dell’organismo a situazioni percepite come minacciose o sfidanti.
Secondo la psicologa Christina Maslach, il burnout è definito come “un insieme di manifestazioni psicologiche e comportamentali che si sviluppano negli operatori a contatto con il pubblico. Tale stato è caratterizzato da tre componenti principali: esaurimento emotivo, depersonalizzazione e ridotta realizzazione personale…”.
Come evidenziato dal fisiologo Walter Cannon, lo stress acuto si manifesta attraverso una reazione di “attacco o fuga“, che prepara il corpo ad affrontare un pericolo imminente.
A livello fisico tale reazione si traduce in un aumento della frequenza cardiaca, della ventilazione e della forza muscolare, attivando risposte atte a garantire una reazione rapida ed efficace.
Il medico austriaco Hans Selye, uno dei pionieri nello studio dello stress cronico, ha descritto il processo come “sindrome generale di adattamento, articolata in tre fasi: allarme, resistenza ed esaurimento…”.
Dunque, è inevitabile che la continua esposizione a situazioni stressanti comporti un consumo delle risorse fisiche ed emotive, aumentando così il rischio di sviluppare il burnout.
Ed è, in ogni caso, importante comprendere che stress e burnout sono due fenomeni distinti, visto che fin troppo spesso vengono erroneamente confusi.
In effetti, le persone che vivono in situazioni di stress tendono ad essere più “eccitate”, mostrando energia, concentrazione, coinvolgimento emotivo e spinta all’azione; di contro il burnout si manifesta come un profondo esaurimento fisico ed emotivo, che si verifica quando le richieste professionali superano le risorse percepite per affrontarle.
E ciò non può non comportare un progressivo svuotamento delle energie fisiche, emotive e finanche cognitive.
Va d’altro canto considerato che lo stress, di per sé, non è sempre negativo. Nella maggior parte dei casi, infatti, rappresenta una risposta naturale che favorisce l’adattamento agli innumerevoli stimoli fisici e mentali.
Ecco perché la psicologa Kelly McGonigal è certa che: “Possiamo considerare la risposta automatica allo stress come alleato o nemico. In effetti, se rielaboriamo i sintomi dello stress quali segnali che il corpo è carico di energia e si sta preparando ad affrontare una sfida, possiamo ridurre gli effetti dannosi e trasformarlo in un potente motore di crescita e resilienza…”.
Pertanto, imparare a “ripensare” lo stress come un’opportunità, anziché considerarlo un ostacolo, non solo migliora il benessere individuale ma contribuisce alla “costruzione” di un ambiente di lavoro più sano e produttivo.
Per questo Kelly McGonigal afferma che: “La produzione di ossitocina, in situazioni di stress, motiva a ricercare il sostegno degli altri. Lo stress, infatti, “apre il cuore”, creando un legame che favorisce la connessione emotiva con gli altri… Tale processo permette al cuore di battere con maggiore forza e regolarità, così fornendo l’energia necessaria per affrontare le sfide con maggiore determinazione.…”.
Le conclusioni di Kelly McGonigal sono, a tal punto, evidenti: “Quando si sceglie di vedere lo stress come alleato, vuol dire che ci si fida di se stessi nella gestione delle sfide che la vita pone ad ognuno, invero fronteggiandole al meglio…”.
Graphic created by: Giordana Fauci







