La Comunità di Sant’Egidio ha organizzato il Pranzo di Natale all’insegna della speranza
In Italia 80mila hanno partecipato ai Pranzi di Natale della Comunità di Sant’Egidio, che si impegna ogni giorno per la difesa dei diritti dei più fragili
di Damiana Cicconetti
In occasione del Santo Natale, all’interno della Basilica di Santa Maria in Trastevere si è tenuto l’ormai tradizionale Pranzo di Natale a, cui hanno partecipato in moltissimi tra volontari e invitati.
A dire il vero, non solo a Trastevere bensì in tutta Italia e, anzi, nel mondo intero la Comunità di Sant’Egidio ha organizzato Pranzi di Natale: ben 80 mila sono le persone che vi hanno preso parte in Italia e addirittura 250 mila coloro che vi hanno partecipato nel resto del mondo.
…Pranzi di Natale che rappresentano un forte messaggio di pace e solidarietà, oltre che speranza. Perché senza dimora, anziani, famiglie in difficoltà, rifugiati giunti attraverso i corridoi umanitari si sono seduti a tavola con chi, ogni giorno dell’anno, li aiuta e supporta ed è, al tempo stesso, loro amico.
Dunque, per quasi due ore si è festeggiato il Santo Natale tutti assieme, degustando il menù della tradizione: lasagne, polpettone, lenticchie e panettone.
Marco Impagliazzo, Presidente di Sant’Egidio: ha così commentato l’importante evento: “Quest’anno, insieme alle porte della Basilica, si sono aperte anche le porte di tanti cuori, di tutte quelle persone, tra cui molti giovani, che oggi si occupano di chi ha bisogno…”.
Così il Parroco di Santa Maria in Trastevere, Don Marco Gnavi, ha presentato alcuni ospiti, come Gemma, donna originaria della Siria venuta in Italia grazie ai corridoi umanitari, la quale non ha potuto fare a meno di ricordare che: “In questo particolare momento è importante sperare e pregare per la pace nel mondo…“. A seguire è stata la volta di Antonino, siciliano oramai trasferitosi a Roma da anni, che ha rammentato di “essere vissuto per strada e, poi, di essere stato aiutato a trovare una casa…” e, perciò, ora sostiene persone in difficoltà come un tempo è accaduto a lui. Da ultimo, vi è stata la testimonianza del piccolo Alì, venuto da Gaza insieme alla zia e che in un perfetto italiano ha detto: “Mi piace questa tavola!“, facendo sorridere tutti i presenti.
Il Pranzo nella Basilica ha visto la presenza anche del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha dichiarato: “É un grande onore stare qui. É un momento bellissimo, con persone che hanno bisogno di sentire la città vicina; una città che non vuole lasciare indietro nessuno; una città che desidera impegnarsi perché tutti stiano meglio, non solo le persone che vengono aiutate, ma anche chi aiuta…”.
Don Marco Gnavi, pertanto, non ha potuto non concludere questo bel Pranzo con un pensiero: “Insieme abbiamo vissuto la realtà di un popolo senza confini, che ritrova la speranza e costruisce un futuro di pace…“.
Il Pranzo di Natale è una tradizione della Comunità di Sant’Egidio da quando, nell’anno 1982, un piccolo gruppo di persone povere è stato accolto intorno alla tavola della festa all’interno della Basilica di Santa Maria in Trastevere; un gruppo che, nel tempo, è divenuto oltremodo consistente.
Tutti i Pranzi di Sant’Egidio sono realizzati grazie al sostegno gratuito dei volontari.
Numerosi sono gli eventi in programma per i prossimi giorni, con distribuzione di pasti e regali anche presso le carceri, come accadrà a Roma il 26 dicembre, sia nell’Istituto Penitenziario di Rebibbia, sia in quello di Regina Coeli; senza dimenticare le iniziative per l’emergenza-freddo.
Del resto, la Comunità di Sant’Egidio ha una storia di impegno e solidarietà in ogni periferia del mondo e si preoccupa da sempre di creare una visione sempre più responsabile per la costruzione di un mondo più giusto e umano per tutti.
Ecco perché i suoi volontari, quotidianamente e gratuitamente, svolgono un prezioso servizio a favore dei più poveri, della pace nel mondo e del dialogo con tutti.
Ecco perché il primo impegno della Comunità è essere vicini e amici di chi è povero, debole, straniero, anziano, malato, restituendo a ciascuno la dignità di persona.
Ecco perché ciascun membro della Comunità di Sant’Egidio si impegna verso chi vive momenti di difficoltà e fragilità, costruendo percorsi di speranza con chiunque si trovi in stato di bisogno.
“Una speranza che non delude…”: questo il messaggio che coglie nel segno i tempi in cui viviamo ed in cui non poche sono le guerre e i conseguenti problemi, quali la fame e la povertà, come ha sottolineato Papa Francesco.
Una speranza che è, dunque, asse centrale del Giubileo. Perché, come ha ricordato Papa Francesco, “Con l’apertura della Porta Santa si è dato inizio ad un nuovo Giubileo, in una notte in cui la porta della speranza si è spalancata sul mondo. Una notte in cui Dio ha detto a ciascuno: c’è speranza anche per te…”.
Una speranza cristiana che è, evidentemente, ancora dell’anima in mezzo alle tempeste della vita.
Una speranza da offrire, quindi, soprattutto ai migranti, ai poveri e agli esclusi da questo mondo, affinché si difendano i diritti dei più deboli.
…Speranza resa concreta anche grazie ad iniziative come il Pranzo di Natale di Sant’Egidio: Comunità che, da sempre, spalanca con generosità le porte dell’accoglienza, affinché a nessuno venga a mancare la possibilità di vivere una vita migliore. Invero non solo in occasione del Santo Natale, bensì ogni giorno dell’anno: questo l’impegno di Sant’Egidio.
Credit photo by: Giordana Fauci







