“Monet e gli Impressionisti – Digital Experience”: l’Intelligenza Artificiale in una mostra unica a Roma

Monet e gli Impressionisti – Digital Experience”: l’Intelligenza Artificiale in una mostra unica a Roma

La Capitale celebra i 150 anni dalla prima mostra degli Impressionisti in un’esperienza multisensoriale: tra video-mapping, realtà virtuale, Intelligenza Artificiale e spazi interattivi, per un’immersione totale nelle opere di Claude Monet e non solo 

di Damiana Cicconetti

Nella Capitale, cuore pulsante di storia e cultura, dal 13 dicembre 2024 è possibile visitare una mostra straordinaria, nata dall’idea di celebrare un anniversario fondamentale per la storia dell’arte italiana: i 150 anni dalla prima esposizione degli Impressionisti. 

La mostra, denominata “Monet e gli Impressionisti – Digital Experience” si svolge presso il nuovo complesso del Next Museum, in Corso d’Italia e consente ai visitatori di assistere ad una nuova ed affascinante esperienza, divenendone “parte attiva” e, invero, “integrante”, grazie all’uso di tecnologie oltremodo innovative, quali video-mapping, realtà virtuale, Intelligenza Artificiale e spazi interattivi.

L’esposizione si sviluppa in un’area di oltre 1400 metri quadrati, suddivisi in aree tematiche che seguono un percorso narrativo adatto a tutte le età e che consentono di immergersi nel mondo delle opere di Claude Monet e dei suoi colleghi. 

Una opportunità grandiosa per esplorare il cosiddetto “edutainment”, termine che unisce educazione e divertimento, attraverso una combinazione di didattica, arte e tecnologia. 

Così, grazie ad una serie di installazioni immersive, il pubblico potrà non solo ammirare le opere dei Grandi Maestri bensì viverle in modo coinvolgente.

La mostra mette in rilievo la tecnica rivoluzionaria dell’Impressionismo, il cui nome deriva dalla celebre tela di Monet, “Impression, soleil levant”, che risale all’anno 1872.

Ciascun visitatore, grazie alla Digital Experience, ha l’opportunità di percorrere un viaggio multisensoriale che va ben oltre la semplice visione. Perché le proiezioni delle opere più iconiche degli Impressionisti, che danzano sulle pareti e sui pavimenti, conducono ogni presente in un “anno simbolico”, rappresentato dai cambiamenti delle stagioni. 

Dunque, sarà possibile percepire la delicatezza della “Primavera”, oppure i toni brillanti della bella stagione, “l’Estate” e, ancora, i caldi arancioni dell’”Autunno” o, da ultimo, le fredde gamme cromatiche dell’”Inverno”, che prenderanno vita grazie ad un perfetto equilibrio tra arte visiva e tecnologie moderne, come il video-mapping e la realtà virtuale, che permettono di “immergersi” letteralmente nelle atmosfere dei dipinti.

Gli Impressionisti, del resto, non desideravano solamente riprodurre la realtà, bensì rappresentare ciò che vedevano nel momento preciso in cui lo osservavano. Dunque, la luce, i colori, le ombre che mutano in base al tempo, alle stagioni e alle condizioni atmosferiche.

Come spiega Monet: “Altri pittori dipingono un ponte, una casa, una barca… Io voglio dipingere l’aria che circonda il ponte, la casa, la barca, la bellezza della luce in cui esistono…”.

E come chiarisce lo stesso Renoir: “La distanza giusta per osservare un’opera impressionista è quella dell’artista stesso, che coglie l’istante e lo trasporta sulla tela senza alcuna preparazione preliminare…”.

Nel percorso espositivo, quindi, si potrà approfondire la tecnica “en plein air” degli Impressionisti, ovvero la pratica consistente nel dipingere all’aperto, catturando in tempo reale la luce naturale. 

La mostra esplora altresì il rilevante legame con la natura e le stagioni: temi ricorrenti nelle opere di Monet, come pure di altri maestri, quali Sisley e Pissarro. 

Le proiezioni delle tele divengono, quindi, una vera e propria esperienza sensoriale, rendendo palpabile sia il passaggio del tempo che delle stagioni, attraverso il pennello di grandi artisti. Invero grandiosi.

Una delle principali novità della mostra è, senza dubbio, l’impiego dell’Intelligenza Artificiale, che consente di esplorare il mondo degli Impressionisti sotto una nuova luce. Perché è grazie all’IA che si può vivere un’esperienza immersiva che va oltre la semplice osservazione, immaginando come alcuni dei luoghi iconici della nostra epoca verrebbero dipinti da Monet, Degas, Renoir e altri Maestri dell’Impressionismo: Roma, ad esempio, col Colosseo, lo Stadio Olimpico, Fontana di Trevi o, infine, Piazza Navona ed il Biondo Tevere, con la sua tipica luce, i suoi colori, le sue stagioni. 

In effetti, è proprio grazie all’utilizzo dell’IA che tale esperienza diviene un “ponte” tra il passato e il presente, donando al contempo un’opportunità unica per rivivere la magia dei dipinti Impressionisti, seppur in un contesto contemporaneo. 

…Un viaggio che, perciò, non può non far riflettere su come l’arte possa continuare ad evolversi, mantenendo intatta la capacità di emozionare.

Del resto, l’Impressionismo non ha rappresentato solamente una rivoluzione pittorica, bensì una fusione di influenze culturali: ad esempio, con quella giapponese, che ha avuto un impatto decisivo sull’evoluzione artistica dei pittori francesi del XIX secolo. 

Nella mostra, infatti, è possibile vedere come la stampa giapponese abbia influenzato i soggetti e le tecniche degli Impressionisti, così come è accaduto a Monet, quando nel 1876 ha dipinto “La giapponese”, ispirandosi proprio alle tradizioni orientali.

Una “contaminazione culturale” che, dunque, si riflette anche nelle soluzioni artistiche, perché l’esposizione mostra come le diverse culture possano influire profondamente sulle pratiche degli artisti, così dando vita ad un movimento che ha cambiato per sempre la percezione dell’arte. Invero nel mondo intero.

Non a caso, “Monet e gli Impressionisti – Digital Experience” rappresenta un’occasione imperdibile per avvicinarsi all’arte, grazie ad un’esperienza innovativa che non stimola unicamente la riflessione estetica ma coinvolge ogni senso dei visitatori, con l’uso di tecnologie che non potranno non amplificare l’esperienza, sia visiva che emozionale.

…Una mostra che conferma un punto di incontro tra il passato e il futuro dell’arte, perché unisce la bellezza dei grandi capolavori del passato – e, invero, dell’Impressionismo –, alla potenza delle nuove tecnologie.

…Un’esposizione che è, perciò, al tempo stesso un invito alla riscoperta dell’essenza dell’arte attraverso il linguaggio contemporaneo.

…Un capolavoro che consente di sentirsi più vicini alle sensazioni provate dagli Impressionisti che – evidentemente con successo – si sono sempre preoccupati di catturare sulla tela il cambiamento perenne della luce, il costante trascorrere delle stagioni e le conseguenti mutevoli emozioni dell’animo umano.

Credit Photo by Germano Fauci

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