Nella Città della Laguna l’arte della ceramica imperversa ovunque

Nella Città della Laguna l’arte della ceramica imperversa ovunque

A Venezia l’arte della ceramica è presente in ogni dove: pezzi unici e di rara bellezza si possono ammirare in noti e antichi palazzi e musei ma finanche in piccole e grandiose botteghe o addirittura in dimore storiche  

di Giordana Fauci

I “vetri” di Murano rappresentano le lavorazioni più celebri di Venezia, ma l’arte della ceramica merita altrettanta notorietà, considerato che proprio nella Città della Laguna è sorta la prima fabbrica di porcellana d’Italia, nonché terza in Europa: si tratta della Ceramica Vezzi, attiva fino all’anno 1727, di cui è possibile ammirare oggi solo qualche “pezzo sopravvissuto”, tra cui meravigliose tazze, teiere, zuccheriere, cioccolatiere, esposte in una mostra perenne nei pressi di Canal Grande.

Alquanto inspiegabile, dunque, che il settore della ceramica continui ad essere ancor oggi poco apprezzato e, invero, studiato, perché si tratta di un’arte di altissimo livello… Talmente elevato da ritenere che i ben noti Maestri Faentini abbiano appreso le tecniche ceramiche proprio da Venezia e non il contrario.    

Non a caso, innumerevoli sono gli storici laboratori degni di nota: in primis quello di Giacomo Dolcetti che, verso la metà del XX secolo, ha dato origine alla “Bottega del Vasaio”, di stile neo-rinascimentale: Bottega che, per sette anni, ha creato una delle produzioni di maiolica più pregiata al mondo. 

Giacomo Dolcetti era figlio di Domenico e nipote di Giacomo: uomini appartenenti ad una delle famiglie più benestanti di Venezia.

Giacomo Dolcetti, pur non essendo ceramista, ha creato un atelier tra i più rinomati al mondo. Invero a tutt’oggi. Perché alla Bottega del Vasaio hanno lavorato grandiosi artisti, tra cui Giancarlo Polidori, Achille Missier, Vittorio Zecchin, Umberto Bellotto, Bortolo Sacchi e Giovanni D’Arcangelo.

Del resto, sono proprio le caratteristiche uniche, più che rare, della Bottega a farla distinguere ancor oggi da tutte le altre ceramiche prodotte nella Laguna e, anzi, nell’intero mondo: i piatti coi dogi, le maschere veneziane, le vedute di Venezia e gli enormi vasi delle più svariate forme e tipi sono stati creati con colori che spaziano dal giallo-ocra, al blu intenso, fino a giungere al verde smeraldo. 

Opere d’arte che non si possono non apprezzare e che, pertanto, sono esposte all’interno dei più noti palazzi della Laguna, ad esempio nella Scuola Grande di San Marco; pur senza dimenticare le esposizioni temporanee che si organizzano all’interno di antiche dimore storiche, quali Palazzo Giorgione, così denominato in onore di Giorgio Barbarelli da Castelfranco, pittore grandioso del XVI secolo, un palazzo dell’Ottocento appartenente alla famiglia Pasotto e più volte ristrutturato, seppur con aspetti e caratteristiche tipiche dei nobili palazzi veneziani d’un tempo e che, quindi, ospita ancor oggi visitatori provenienti da ogni parte del mondo, appositamente per ammirare cotante bellezze, sia nella bella stagione che nei rigidi inverni che sono soliti caratterizzare la Laguna.

Proprio a Palazzo Giorgione, infatti, è possibile ammirare una straordinaria collezione di ceramiche che, da ormai due anni, è esposta all’interno delle ampie vetrate presenti nell’antica dimora, oltre che in apposite vetrine e teche interne: una collezione caratterizzata dalla presenza di oggetti unici, scelti con cura da Cecilia Dolcetti, nipote di Ilde Scarpa e Gustavo Dolcetti, succeduto al fratello Giovanni.

Perché la famiglia Dolcetti e i successori Pasotto-Zanon amano l’arte della ceramica  da sempre e, perciò, hanno esposto pregevoli collezioni di presepi napoletani, visitati e ammirati addirittura da scolaresche in gite appositamente organizzate.

Così, nel tentativo – evidentemente riuscito – di rendere nota anche l’arte della ceramica, ingiustamente ritenuta “minore” rispetto alla vetreria veneziana, i Pasotto-Zanon hanno trasformato il vecchio magazzino di famiglia in una eccelsa Dimora Storica, meta prediletta di turisti e intenditori d’arte, che qui possono ammirare cotante meraviglie, al contempo assaporando l’atmosfera di tempi perduti.

…A conferma del fatto che, nella Città della Laguna, oggi come in passato, l’arte imperversa ovunque e la ceramica, più in particolare, è apprezzata in ogni dove e, perciò, è presente sia in noti Palazzi Storici ma altresì in “vetrine d’eccezione”.  

Credit Photo Germano Fauci

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