Taser: l’innovativa pistola in dotazione alle Forze dell’Ordine

Taser: l’innovativa pistola in dotazione alle Forze dell’Ordine

Diverse città italiane hanno munito le Forze dell’Ordine di Taser, una pistola elettrica assegnata agli agenti in conclusione di uno specifico corso formativo

di Damiana Cicconetti

Diverse città d’Italia hanno munito Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza di Taser, una pistola elettrica assegnata agli agenti, dopo la conclusione di un periodo di formazione ad opera di istruttori specializzati.

Le città che hanno adottato per prime Taser sono Roma, Bari, Bologna, Firenze e Milano ma, quanto prima, aderiranno al progetto anche le province di Caserta, Brindisi, Reggio Emilia e Padova.

L’uso di 4.482 armi di pistole Taser da parte di Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza costituisce un passo importante per ridurre i rischi di incolumità del personale impegnato nelle attività di prevenzione e controllo del territorio.

Perché è certo che l’adozione di detto dispositivo, potrà rendere più efficace l’operato delle Forze dell’Ordine in situazioni critiche e di pericolo. 

Lo strumento seguirà uno specifico periodo di sperimentazione e un costante ciclo di formazione degli operatori, perché l’uso di Taser deve avvenire nel rispetto delle condizioni di sicurezza, altresì tenendo conto dei soggetti coinvolti e dei contesti ambientali.

Il Taser è nato nel Regno Unito nel 2004.

La pistola elettrica può sparare un numero di colpi limitato ed essere usata solo in caso di estremo pericolo per la vita del membro delle Forze Armate e del pubblico.

Taser si presenta di coloro giallo e l’agente o il militare che la usa deve tenerla appesa al cinturone, in posizione visibile.

L’uso di Taser è regolamentato dall’articolo 53 del Codice Penale, che statuisce le ipotesi di eccesso colposo, “ogni qualvolta sussistano i presupposti di una delle cause di giustificazione ed il soggetto ne valichi i limiti…”.

Pertanto, è l’agente a dover operare una distinzione tra eccesso nel fine ed eccesso nei mezzi.

E, non a caso, chi la usa deve aver seguito/concluso un apposito corso di formazione.

Il Taser, del resto, non può essere usato senza avere previamente avvertito la persona da bloccare, in attesa dei rinforzi richiesti alla sala operativa.

Daniele Tassone, Segretario del SILPCGIL – Sindacato Lavoratori della Polizia – non ha potuto evitare di esprimere il suo disappunto per i dati della sperimentazione non rivelati e per una decisione affrettata nell’uso: “Il progetto avrebbe dovuto avere inizio dopo maggiori garanzie, sia per gli operatori che per i cittadini…”. 

Così Taser rischia di trasformarsi in strumento di minaccia e, in taluni casi, finanche di morte.

Maurizio SantomauroDirettore del Centro di Cardio-stimolazione del Policlinico Federico II, nonché Presidente del GIEC – Gruppo Intervento Emergenze Cardiologiche – lo conferma: “Le due freccette producono una scarica ad alta tensione di 50 mila volt, rilasciata in brevissimi impulsi ravvicinati. Questi impulsi potrebbero innescare un’aritmia cardiaca, oltre alla contrazione dei muscoli periferici…”. 

Pertanto, nonostante si tratti di uno strumento di prevenzione, Taser può divenire un’arma micidiale.

Dunque, per far fronte a tali problemi ma, al contempo arginare la delinquenza in Italia, rendendo maggiormente sicuro l’operato delle Forze dell’Ordine, si sta, ora, pensando ad altro: adottare lo stesso protocollo messo in piedi dalla Svizzera, dotando le Forze dell’Ordine, oltre che di Taser, di un defibrillatore da collocare nell’auto di servizio, di modo da intervenire tempestivamente in caso di aritmie indotte da stimolo elettrico. 

Graphic created by: Damiana Cicconetti

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